un poema distopico tra tecnologia e natura
Nel gennaio 2026 arriva in libreria “Paradiso”, nuova opera di Dana Ghetilieri pubblicata da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno. Il volume si inserisce nel panorama della poesia contemporanea come un poema narrativo in versi che recupera una struttura classica per raccontare un futuro prossimo segnato dal collasso della civiltà digitale. L’opera si compone di 33 canti e si presenta come una riscrittura in chiave distopica del viaggio dantesco, collocata in un contesto tecnologico dominato dall’intelligenza artificiale e da sistemi di controllo sociale.
L’ambientazione è quella di un mondo post-bellico, situato temporalmente nello stesso gennaio 2026, in cui la società umana risulta divisa in due realtà contrapposte. Da una parte si trova una natura ferita, sfruttata e marginalizzata, dall’altra una metropoli iper-tecnologica governata da un’entità centrale, un’intelligenza artificiale che esercita un controllo capillare attraverso crediti sociali, sorveglianza biometrica e la promessa di una sopravvivenza digitale oltre la morte biologica. In questo scenario prende avvio il percorso della protagonista, Dana detta la “Furiosa”, che si risveglia in un mondo profondamente trasformato e attraversa i diversi livelli di questa nuova civiltà.
Nel corso della narrazione, il poema segue l’evoluzione del viaggio della protagonista, che si muove tra spazi simbolici e incontri emblematici. Attraverso questi passaggi, l’opera affronta in modo diretto e controverso alcune delle principali questioni del dibattito contemporaneo: il transumanesimo, la maternità surrogata, le trasformazioni dell’identità di genere, la gestione tecnologica delle emergenze sanitarie e le politiche ambientali percepite come superficiali o strumentali. Questi temi vengono inseriti in una cornice narrativa che descrive il progressivo crollo del sistema digitale e il fallimento di una società fondata sul controllo totale.
Dal punto di vista ideologico e simbolico, il poema costruisce un’opposizione netta tra un “inferno” tecnologico, rappresentato dalla metropoli governata dall’intelligenza artificiale, e un “paradiso” che coincide con il ritorno alla dimensione reale, corporea e naturale dell’esistenza umana. Il percorso della protagonista diventa così una traversata che mette in discussione la mercificazione dell’essere umano e la riduzione della vita a dato, algoritmo o funzione controllabile.
L’opera si colloca nel solco della produzione precedente dell’autrice, che ha già esplorato strutture e immaginari danteschi in chiave contemporanea. In lavori precedenti, Ghetilieri ha attraversato simbolicamente inferni e paradisi dell’animo umano, rielaborando figure storiche e mitologiche e intrecciando riflessioni su identità femminile, corpo e potere. In “Paradiso” questo percorso prosegue e si concentra in modo più marcato sul rapporto tra tecnologia e natura, proponendo una visione che si richiama a una prospettiva ecofemminista.
Il libro è accompagnato da una prefazione della sociologa Daniela Danna, che colloca l’opera all’interno di un più ampio percorso culturale e letterario dell’autrice, sottolineando la continuità con le precedenti esplorazioni poetiche e politiche. “Paradiso” si presenta così non solo come un poema, ma anche come un romanzo d’avventura in versi e come un testo di critica sociale che intende stimolare il dibattito su alcune delle trasformazioni più radicali del presente.
Dal punto di vista editoriale, il volume è pubblicato da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno ed è disponibile nella sezione blog del sito della casa editrice. Con questa uscita, l’editore propone un’opera che si discosta dalle forme narrative più convenzionali e che si inserisce nel filone della poesia civile e distopica, destinata a suscitare discussione nel panorama culturale contemporaneo.
Source link




