Marche

il prefetto disarma anche ex poliziotti, imprenditore e un giudice

ANCONA Imprenditori, ex poliziotti e carabinieri, perfino un giudice. È eterogeneo il ventaglio dei cittadini a cui la Prefettura ha deciso di sottrarre la pistola per difesa personale. Sono 43 le licenze che il prefetto Maurizio Valiante, dal suo arrivo ad Ancona (nel dicembre 2024) ha deciso di non rinnovare, più una nuova richiesta che è stata rigettata.

L’elenco

Ci sono ex ispettori di polizia, ex vertici dell’Arma dei carabinieri, imprenditori, commercianti e pure un giudice in pensione nel lungo elenco di cittadini residenti nella provincia dorica a cui, dopo anni – in alcuni casi decenni – è stata all’improvviso negata l’autorizzazione a detenere un’arma corta con cui poter circolare in strada, a scopo di difesa personale. Un vero giro di vite, frutto – ci fanno sapere dalla Prefettura – «di un’analisi scrupolosa da parte delle forze di polizia, incaricate di verificare il comprovato ed effettivo stato di bisogno di un’arma, oltre all’attualità del rischio». Tutto questo «nell’ambito di direttive ministeriali che richiedono di analizzare il contesto territoriale, in relazione a valutazioni di ordine e sicurezza pubblica».

Le reazioni

Al 31 dicembre 2025 erano 343 i porti di pistola per difesa personale nella provincia di Ancona, escluse le 43 licenze non rinnovate.

Nel conteggio sono comprese, però, anche le armi detenute dalle guardie giurate. I privati cittadini autorizzati a detenere una pistola erano poco meno di 70, ora sono scesi drasticamente del 60%. Una mossa che ha generato malumore (eufemismo) tra chi in passato è sempre stato abituato a girare armato. E che ora rischia di generare una sfilza di ricorsi al Tar. Già in un caso si è arrivati al Consiglio di Stato, a cui si è appellato un ex ispettore di polizia: si è visto respingere la richiesta di rinnovo dell’uso della pistola e anche la richiesta di sospensiva al Tar.

In attesa dell’udienza di merito, però, ha incassato dal Consiglio di Stato il parere positivo, sempre in via cautelare, alla restituzione della pistola. Ma, nel frattempo, dalla Prefettura sarebbe stata avviata una seconda istruttoria per revocargli la licenza. Va evidenziato che la concessione della licenza per la detenzione di un’arma per difesa personale è una facoltà che viene concessa dal prefetto solo in caso di dimostrato bisogno. Il richiedente, cioè, deve provare un pericolo concreto e attuale, basato su motivazioni specifiche e documentate, come minacce credibili, lo svolgimento di professioni ad alto rischio o la condizione di testimoni di giustizia. La licenza va rinnovata ogni anno, con tanto di idoneità medica e scrupolosa istruttoria da parte delle forze dell’ordine.




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