Società

Librerie indipendenti italiane: l’usato coinvolge il 31,7% degli esercizi e risponde a costi crescenti e fatturati in calo

Le librerie indipendenti italiane stanno consolidando la vendita di libri usati come risposta alle difficoltà economiche attuali.

L’Osservatorio sulle librerie in Italia, realizzato da Ali-Confcommercio in collaborazione con Format Research, ha rilevato che nel 2025 il 31,7% delle librerie indipendenti ha attivato questo servizio.

Nel 63,4% dei casi l’attività è presente da oltre cinque anni, segno di una scelta strategica ormai radicata. Le modalità operative risultano diversificate: il 37% dispone di un’area dedicata ai libri in conto vendita da privati, il 35% acquista direttamente i volumi sviluppando processi interni di selezione. Circa un quinto delle librerie offre il servizio anche online, indicando un potenziale sviluppo digitale del settore.

Le motivazioni strategiche: convenienza per i clienti e attrazione di nuova utenza

La valorizzazione del cliente rappresenta il principale motore dell’introduzione dei libri usati. Il 58,1% delle librerie ritiene che l’usato aumenti la convenienza d’acquisto, rendendo più accessibile l’offerta culturale. Il 38,6% considera questa attività uno strumento utile ad attrarre nuova clientela, ampliando il bacino di utenti potenziali.

Paolo Ambrosini, presidente di Ali Confcommercio, ha commentato: “Come imprese stiamo attraversando una fase particolarmente delicata, caratterizzata dall’aumento dei costi fissi e da un calo dei fatturati. Questo contesto ci spinge a individuare nuovi spazi di business, come il mercato dell’usato”.

Le librerie che non hanno introdotto la vendita di usati segnalano ostacoli organizzativi rilevanti: il 39% indica la mancanza di risorse per gestire il servizio, il 38,7% l’assenza di spazi adeguati. Circa un terzo preferisce mantenere il focus esclusivo sull’editoria corrente. Le librerie che limitano l’usato ai testi scolastici o universitari rilevano una domanda molto bassa per i libri non scolastici nel 47,9% dei casi.

Il quadro economico: fiducia in calo e pressione finanziaria crescente

Il clima di fiducia delle librerie indipendenti si è progressivamente indebolito nel corso del 2025. La dinamica dei ricavi non mostra segnali di inversione significativa e le prospettive per il 2026 indicano una possibile stabilizzazione su livelli lontani dal biennio favorevole 2021-2022.

L’occupazione rappresenta l’ambito più stabile tra gli indicatori economici: gli indici rimangono invariati e delineano un 2026 senza cambiamenti rilevanti nella dotazione di personale. Le librerie preservano gli organici anche in una fase economica compressa, confermando un modello organizzativo resiliente. La capacità di far fronte al fabbisogno finanziario continua a peggiorare.

Dopo il biennio 2021-2022, l’indice mostra una discesa costante dalla fine del 2023. Le attese per giugno 2026 indicano un recupero marginale, evidenziando un contesto finanziario fragile in cui la pressione sulla liquidità rappresenta un vincolo strutturale. Il 69,2% delle librerie segnala aumenti dei prezzi applicati dai fornitori nei servizi e nelle utenze. Ambrosini ha sottolineato l’importanza della formazione: “Resta per noi centrale il tema della formazione, sia in ingresso sia continua”.


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