ma quindi non ci sarà più una vera console Xbox?
La rivoluzione di Xbox PC prospettata da sempre più insider e addetti al settore promette (o minaccia?) di segnare la fine delle console Microsoft, intese come piattaforme casalinghe destinate alla sola fruizione di videogiochi. L’era delle console Xbox è perciò destinata a concludersi? Ecco le nostre ipotesi.
In questi mesi si sono moltiplicate le anticipazioni di insider e giornalisti che, come Jez Corden di WindowsCentral, ritengono che Microsoft sia seriamente intenzionata ad abbracciare un’architettura ibrida PC-console per la prossima generazione di Xbox, trasformando così le piattaforme verdecrociate in sistemi evoluti e basati su Windows che possano eseguire nativamente tutti i videogiochi attualmente disponibili su PC e, al contempo, di garantire la massima retrocompatibilità con la ludoteca di Xbox One e Xbox Series X|S.
Si tratta perciò di un vero e proprio cambio di paradigma che potrebbe scuotere dalle fondamenta l’intera industria videoludica: se da un lato, infatti, Microsoft sembra sempre più prossima ad abbandonare il modello tradizionale delle console per la prossima iterazione di sistemi Xbox, Sony potrebbe compiere uno strappo col passato altrettanto dirompente attraverso la creazione di una famiglia di piattaforme PlayStation in grado di eseguire i medesimi titoli ma in contesti diversi. Ci riferiamo in quest’ultimo caso alle insistenti voci di corridoio sulla PS6 Portatile, la ‘Switch di Sony’ che il colosso tecnologico giapponese potrebbe affiancare a PlayStation 6 per creare un’ecosistema di gioco unificato non troppo dissimile da quello sognato da Microsoft con Xbox PC.
A prescindere dai rumor sulle prossime console Xbox e PlayStation che Jason Schreier spera escano nel 2028 e oltre, non serve guardare al futuro per capire che il concetto stesso di ‘generazioni’ non è più in grado di fotografare lo stato dell’industria videoludica. Tra console ibride come Switch, cloud gaming, l’esplosione delle piattaforme mobile, la consacrazione del multipiattaforma, l’avvento dei free-to-play e lo sdoganamento dei servizi in abbonamento, nell’ultima decade il gaming è andato incontro a trasformazioni epocali e ha assunto forme e dimensioni tali da rendere sempre meno influenti, e quasi anacronistici, concetti come l’esclusività o la necessità di possedere uno specifico hardware per accedere ai propri titoli più amati.
Tornando alla domanda iniziale, è quindi impossibile guardare al futuro delle console Xbox senza considerare i cambiamenti che hanno interessato l’industria dell’intrattenimento nel corso delle ultime due generazioni di piattaforme casalinghe. Se vista in quest’ottica, l’ultima ‘vera’ console Xbox è stata Xbox 360 che ha appena compiuto vent’anni, e lo stesso dicasi per Sony e le piccole grandi rivoluzioni che hanno interessato le piattaforme PlayStation nel passaggio da PS3 a PlayStation 4.
L’era degli ecosistemi videoludici chiusi si sta avviando alla conclusione (un discorso che interessa anche Nintendo e la propensione della Grande N a trasformare le proprie IP in fenomeni crossmediali con film e parchi di divertimento), e con essa sta venendo meno la necessità di guardare al gaming come ad un passatempo legato a un determinato hardware: la vena di tristezza e nostalgia che traspare da queste righe è dovuta al ricordo dei pomeriggi trascorsi in compagnia del rumore assordante delle console d’inizio anni 2000 (e precedenti), un rapporto di amore e odio che si è cementato nella memoria di chi vi scrive e di tantissimi altri appassionati di videogiochi. Ma il futuro del gaming è scritto nel presente, e non è un caso se le console di oggi somiglino più a strumenti per veicolare prodotti e servizi decentralizzati e dematerializzati che oggetti in grado, da soli, di soddisfare le richieste dei videogiocatori moderni.
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