Friuli Venezia Giulia

Polemica sul murale con la poesia di Leo Zanier, l’artista Simone Mestroni rompe il silenzio


Prima le accuse, poi il silenzio. A murale completato e polemica ormai archiviata, Simone Mestroni sceglie di intervenire pubblicamente sulla vicenda che ha accompagnato il graffito dedicato al poeta carnico Leonardo Zanier, realizzato al Villaggio del Sole.

L’artista racconta di aver seguito «volutamente in silenzio» i dieci giorni di dibattito che hanno coinvolto politici, istituzioni e opinionisti, con critiche concentrate sull’assenza iniziale della poesia in friulano carnico. Un coro unanime, osserva, che si è dissolto una volta che l’opera è stata integrata con la versione richiesta.

Secondo Mestroni, sulla vicenda sono intervenuti consiglieri regionali e comunali, l’ARLeF e diversi commentatori, spesso più per una consuetudine alla polemica che per un reale interesse culturale. Una dinamica che l’artista lega al bisogno di visibilità: in alcuni casi, sostiene, la critica diventa uno strumento per dimostrarsi ancora presenti sulla scena pubblica.

Dopo aver rimesso mano al murale e inserito la variante friulana della poesia, l’autore Simone Mestroni, spiega di aver atteso un cambio di tono: «Ho aspettato qualche giorno per vedere se sarebbero arrivate reazioni compiaciute, ma come all’unisono hanno criticato, all’unisono sono anche spariti tutti». Il bilancio che ne trae è netto: un «deserto di ingratitudine e irriconoscenza», a fronte di rimproveri tempestivi e insistenti.

Il parere dell’artista Simone Mestroni

Mestroni parla di un atteggiamento improntato al “voglio, posso e comando”, che dice di aver scelto di ignorare per portare a termine l’opera in doppia lingua senza trasformare la vicenda in uno scontro personale. Rivendica così il senso del progetto di “letteratura sui muri”, portato avanti dal 2018 come contributo culturale al territorio, senza mai pretendere riconoscimenti.

Ammette però di aver trovato svilente assistere al protagonismo di chi, a suo avviso, ha alimentato per giorni una polemica sproporzionata. E rivendica anche la scelta del soggetto del murale, condivisa con il poeta Roberto De Biaggio e accolta favorevolmente da Umberto Marin, sottolineando come Zanier fosse conosciuto soprattutto in ambiti ristretti e come l’intento fosse proprio quello di ampliarne la visibilità.

Una vicenda che, conclude l’artista, si è concentrata solo su ciò che mancava, ignorando quanto è stato creato. A sintetizzare il senso della sua riflessione, una citazione di Henry David Thoreau: «Il cercatore di difetti ne troverà anche in paradiso».


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