Abruzzo

Bio Cantina Sociale Orsogna, undici nuovi nati accolti alla terza edizione dell’evento “Pe’ nin perde la sumente”


Una mattinata di comunità e di simbolica accoglienza quella che si è svolta al convento della Santissima Annunziata di Orsogna, dove la Bio Cantina Sociale Orsogna ha organizzato la terza edizione dell’evento dedicato ai bambini nati nel 2025 nelle famiglie dei produttori associati. Undici piccoli sono stati accolti ufficialmente dalla realtà vitivinicola che da anni opera nella promozione dell’agricoltura biologica, della biodiversità e del territorio pedemontano della Maiella orientale.

Nell’incontro, che ha visto la partecipazione di soci, famiglie e rappresentanti istituzionali, ai genitori sono stati consegnati piccoli doni simbolici tra cui una cassetta con un paio di forbici dorate da potatura, un bavaglino, un cappellino e una maglietta del progetto “Pe’ nin perde la sumente”, una cartolina augurale personalizzata e una bottiglia magnum di Montepulciano vinificato nella vendemmia 2025, destinata a essere conservata da nonno o genitore fino a quando il bambino sarà grande.

Il presidente della Bio Cantina Sociale Orsogna, Giuseppe Micozzi, ha sottolineato il valore sociale dell’iniziativa: «La nostra realtà ha sempre avuto al centro il principio della responsabilità sociale d’impresa — commenta — non solo nella difesa della biodiversità e nella produzione sostenibile, ma anche nel creare condizioni che favoriscano la vita e la famiglia nelle aree interne. Questi bimbi e bimbe ricordano a tutta la comunità quanto sia importante credere nel futuro».

Per il direttore e enologo Camillo Zulli, l’iniziativa fotografa anche un percorso più ampio di valorizzazione del territorio: «Puntare sulla viticoltura biologica e biodinamica e riscoprire antichi vitigni autoctoni — ha detto — è stata una risposta concreta allo spopolamento delle aree interne. Vedere ora queste famiglie mettere al mondo figli qui, dove hanno scelto di restare e lavorare, è motivo di soddisfazione».

Anche il direttore del Parco nazionale della Maiella, Luciano Di Martino, ha evidenziato l’aspetto culturale e sociale del progetto: «Il progetto “Pe’ nin perde la Sumende” lega tutela della biodiversità e ruolo sociale dell’agricoltura. Il messaggio dei “futuri vignaiuoli” è un segno di continuità tra uomo e natura».

Il sindaco di Orsogna, Andrea Marinucci, ha evidenziato il legame tra lavoro di qualità e futuro demografico delle aree interne: «La Bio Cantina ha dimostrato di essere una realtà radicata nel territorio, capace di creare occupazione e prospettive che contribuiscono a evitare l’emigrazione e a favorire la nascita di nuove famiglie».

Hanno partecipato all’iniziativa anche rappresentanti di altre cantine sociali e realtà del settore, tra cui il vicepresidente della Bio Cantina Sociale Orsogna Alessandro Pinto, il presidente della Cantina San Michele Michele del Borrello, il presidente della Cantina Eredi Legonziano Valentino Di Campli, il presidente della Cantina Sannitica Giuseppe De Palma, il presidente della Cantina Valpeligna Enio Cianfaglione, il presidente di Olivicola Casolana Piero Pietropaolo e l’etnobotanico Aurelio Manzi.

I piccoli protagonisti della giornata sono stati:
Anna Bellisario (con mamma Raffaella Ranieri e papà Daniele Bellisario),
Sofia Aura Carusi (con mamma Roberta Taraborrelli e papà Stefano Carusi),
Nina Cavalieri (con mamma Francesca Iannotti e papà Alessandro Cavalieri),
Stella Di Fabrizio (con mamma Cristina Donatelli e papà Giancamillo Di Fabrizio),
Giuseppe Donatangelo (con mamma Antonella Fabriano e papà Giovanni Donatangelo),
Lavinia Finamore Giangiulio (con mamma Lia Di Florio e papà Nico Finamore Giangiulio),
Marta Gasbarri (con mamma Marica Tenaglia e papà Matteo Gasbarri),
Matteo Imbastaro (con mamma Chiara Terzini e papà Nico Imbastaro),
Domenico Marcucci (con mamma Marika Di Risio e papà Filippo Marcucci),
Ludovico Ortolano (con mamma Assunta Torrieri e papà Roberto Ortolano).


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