Assalto al bancomat Santo Stefano di Rogliano, fermato uno dei presunti autori
I carabinieri hanno fermato un presunto autore dell’assalto al bancomat di Santo Stefano di Rogliano. È indagato per concorso in furto pluriaggravato
COSENZA – C’è una personata fermata con l’accusa di essere uno dei presunti autori dell’assalto al bancomat di Santo Stefano di Rogliano. L’uomo è indagato per concorso in furto pluriaggravato. La Procura della Repubblica di Cosenza, che coordina le indagini svolte dai militari della Compagnia dei carabinieri di Rogliano, ha emesso il decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti dell’uomo per il quale sono emersi – a parere del pm – “gravi indizi quale concorrente nel fatto”.
Dalle forze dell’ordine non emergono tanti particolari su come e dove hanno individuato la persona fermata. Dalle indiscrezioni, l’uomo, pare di origini pugliesi, è stato trovato proprio nella notte dell’assalto al bancomat di Santo Stefano di Rogliano. Il colpo, avvenuto alle 3.30 della notte di sabato 17 gennaio, avrebbe fruttato ai banditi circa 90mila euro. Quello di Santo Stefano di Rogliano è l’ottavo bancomat fatto saltare e portato via nell’ultimo mese in Calabria. Inevitabile che le forze dell’ordine fossero in allerta e attente ai prossimi colpi, tanto che, come ha confermato il sindaco di Santo Stefano Lucia Nicoletti: «I carabinieri sono arrivati con una rapidità sorprendente».
LA FUGA A PIEDI E POI IL FERMO DOPO L’ASSALTO AL BANCOMAT
I militari giunti a Santo Stefano di Rogliano nella notte pare abbiano intercettato un uomo che stava scappando a piedi. Sono riusciti a bloccarlo anche grazie a un posto di blocco che si trovava nei pressi dell’autostrada. Probabilmente stava aspettando i complici che dovevano portarlo via. La banda probabilmente utilizza delle vedette lungo il percorso che è studiato nei giorni precedenti al colpo. Questa volta le forze dell’ordine sono riuscite probabilmente a intercettarne una. L’uomo, di cui non si conoscono le generalità, la stessa notte è stato trasferito in caserma ed interrogato per tutta la notte.
Non si hanno particolari se abbia rivelato qualche cosa o se è rimasto in silenzio. Di grande aiuto per le indagini anche la visione delle videocamere posizionate lungo il tragitto e in vari posti della cittadina del Savuto. Le immagini di videosorveglianza hanno contributo a incastrare l’uomo e al fermo che è scattato questa mattina. Nell’ultimo mese Atm delle Poste e bancomat sono saltati anche in Basilicata e in Puglia (qui l’ultimo il 14 gennaio) tanto che si è arrivato a pensare che possa trattarsi della stessa banda che arriva da fuori regione. Le indagini proseguono per individuare gli altri componenti della banda.
ASSALTO AI BANCOMAT CON LA TECNICA DELLA “MARMOTTA”
Dai video individuata anche l’auto o una delle auto utilizzata dalla banda della “marmotta”, pare un’Alfa Romeo grigia. È chiaro che il gruppo, che sta colpendo il territorio calabrese da quasi un mese, è sempre lo stesso ed è ben organizzato. La tecnica per mettere a segno i colpi è quella della “marmotta”, una delle più utilizzate nei colpi notturni agli sportelli automatici.
Il nome deriva dalla forma dell’ordigno artigianale impiegato per far esplodere il bancomat, che ricorda una piccola scatoletta in metallo, simile, per dimensioni, a un animale che si infila in una tana. Il dispositivo, solitamente riempito di polvere pirica o di gas altamente esplosivo, è inserito all’interno della bocchetta per l’erogazione del denaro oppure in una fessura praticata ad hoc sullo sportello, e poi fatto esplodere a distanza o con una miccia. Si tratta di un metodo particolarmente distruttivo, ma rapido ed efficace. La deflagrazione rompe il meccanismo interno dello sportello permettendo ai malviventi di accedere al denaro contenuto nei cassetti, in genere evitando anche l’attivazione dei sistemi di protezione con inchiostro indelebile.
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