Stipendi e costo della vita, il sindacato Ago pronto allo scontro: “Risposte politiche insufficienti” – Cronaca
BOLZANO. Salari sotto pressione nel pubblico impiego e un 2026 che si annuncia come anno di svolta sul fronte sindacale. È la posizione espressa da Ago, organizzazione sindacale autonoma degli enti locali dell’Alto Adige, che denuncia una perdita progressiva del potere d’acquisto di lavoratrici e lavoratori, in un contesto di costo della vita in continuo aumento e di risposte ritenute insufficienti da parte della politica provinciale.
Secondo Ago, gli interventi prospettati negli ultimi mesi non rappresentano una reale compensazione dell’inflazione. Gli aumenti annunciati vengono definiti parziali e privi di effetti strutturali, con il ricorso a pagamenti una tantum al posto di incrementi stabili e con adeguamenti applicati solo a voci marginali dello stipendio, lasciando invariata la retribuzione base. Una dinamica che, secondo il sindacato, certifica un impoverimento strutturale del personale pubblico.
Particolarmente critica viene giudicata la scelta della Giunta provinciale di escludere i costi energetici dal calcolo dell’inflazione. Una decisione che Ago definisce politica e non tecnica, destinata a scaricare il peso della crisi direttamente sui dipendenti. Nel 2025 l’inflazione in Alto Adige si è attestata tra il 2% e il 2,5%, sopra la media nazionale; per il 2026 le stime indicano un rallentamento solo parziale, tra 1,5% e 2%, con un nuovo assestamento intorno al 2% nel 2027.
Alla luce di questo scenario, Ago annuncia che nel 2026 non legittimerà accordi che consolidano la perdita di potere d’acquisto. Tra le richieste avanzate figurano l’adeguamento reale all’inflazione locale, l’aumento dello stipendio base fermo da oltre 15 anni, il pieno riconoscimento del bilinguismo, la quattordicesima mensilità, la riduzione dell’orario di lavoro e nuovi strumenti di conciliazione.
Il segretario provinciale Stefano Boragine e il presidente Andreas Unterkircher confermano l’intenzione di intensificare la pressione politica e contrattuale, senza escludere azioni sindacali, ribadendo che il pubblico impiego rappresenta un pilastro essenziale per la provincia.




