Società

Violenza a scuola, Pacifico (Anief): “Siamo vicini alle scuole colpite, ma lo Stato deve dare attenzione al lavoro che ogni giorno svolgono 1,3 milioni di educatori”

Pacifico (Anief) condanna le violenze di La Spezia e Sora: chiede pene certe, ma soprattutto maggiore supporto statale al lavoro quotidiano di 1,3 milioni di educatori.

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, è intervenuto in un comunicato stampa per analizzare la situazione, dopo i due gravi episodi di cronaca avvenuti a breve distanza, uno a La Spezia e l’altro a Sora, evidenziando l’urgenza di rafforzare la collaborazione tra le famiglie e il personale scolastico per prevenire queste tragedie.

“L’omicidio di uno studente in classe a La Spezia da parte di un compagno e l’accoltellamento di oggi di un ragazzo davanti scuola a Sora, colpito al collo ma fortunatamente non in pericolo di vita, sono episodi gravissimi che devono fare riflettere su come la violenza giovanile sia sempre più crescente nella nostra società: contro di essa dobbiamo rinnovare un patto di tutta la comunità educante, famiglie e personale scolastico, per cercare di comprendere i problemi e realizzare pienamente il diritto di tutti i nostri studenti alla cittadinanza”.

Il leader dell’Anief ha posto l’accento sul ruolo cruciale svolto dagli insegnanti, specialmente durante i primi anni di formazione degli studenti. Secondo Pacifico, è necessario distinguere le responsabilità individuali, che vanno sanzionate dalla legge, dal dovere delle istituzioni di valorizzare e sostenere il lavoro quotidiano di chi opera nel mondo della formazione.

“Certamente, ogni atto di violenza è di responsabilità personale e penale deve essere perseguito, ma abbiamo bisogno anche che lo Stato comprenda come proprio durante i primi anni di vita di ogni individuo ci debba essere più attenzione per il lavoro che ogni giorno 1,3 milioni di educatori e formatori svolgono. Siamo vicini ai ragazzi e agli insegnanti del ragazzo ieri accoltellato mortalmente in Liguria, e di quelli della scuola a Sora, davanti alla quale ancora oggi è stato commesso l’ennesimo crimine”.


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