I giovani rider protagonisti al Fei Endurance Forum 2026 di Perugia
Si è concluso a Perugia il Fei Endurance Forum 2026, appuntamento di riferimento per la comunità internazionale della disciplina che ha riunito gli stakeholder del settore – atleti, tecnici, veterinari, ufficiali di gara, giudici e organizzatori – in rappresentanza di oltre 40 Paesi. Nel corso dei lavori è emersa con chiarezza la volontà condivisa di rafforzare un modello di sviluppo fondato su responsabilità, competenze organizzative e attenzione ai principi che caratterizzano l’endurance.
Spazio ai giovani Uno dei momenti più significativi del Forum è stata la sessione dedicata ai Young Riders (la categoria degli atleti tra i 14 e i 21 anni) in cui giovani protagonisti hanno offerto spunti concreti su temi centrali come la formazione, il training, la sostenibilità economica e il loro approccio consapevole all’endurance, dando vita a un confronto diretto con atleti più esperti e con i diversi punti di vista presenti nel panorama internazionale. In particolare, sono intervenuti Jiahe Isabella Sui (Cina), Giulia Kybett Vinci (Italia), Emma Schuber (Svezia) e Gerard Casas Maxenchs (Spagna), che hanno portato esperienze e prospettive diverse, raccontando le aspettative, le ambizioni e anche le difficoltà che i giovani atleti si trovano ad affrontare nel loro percorso di crescita.
Dialogo «Il dialogo con i giovani – ha sottolineato Áine Power, Fei Executive Director of Sport & Games – è fondamentale per il futuro dell’endurance. È una disciplina che consente di competere anche in età avanzata, ma senza il coinvolgimento delle nuove generazioni il futuro è a rischio. I giovani portano idee, energia e motivazione e il loro coinvolgimento è una parte centrale della strategia Fei. Dobbiamo essere rilevanti per loro e dimostrare che il tempo trascorso con il cavallo è tempo di valore. Dalla sessione dedicata agli Young Riders sono emersi temi chiave come la sostenibilità economica della pratica sportiva, con costi in aumento per organizzatori, atleti e famiglie, e la necessità di investire su comunicazione e formazione, utilizzando strumenti moderni per rendere lo sport più accessibile». La due giorni ha inoltre rappresentato un’occasione di approfondimento sulle best practice organizzative delle competizioni di endurance, richiamando il ruolo centrale dei comitati organizzatori nella pianificazione e nella gestione degli eventi. Dall’organizzazione operativa al coordinamento delle risorse, fino all’attenzione per il territorio e per la sostenibilità, ogni elemento concorre a definire la qualità complessiva di una manifestazione.
Eredità e valori «Siamo custodi dell’ambiente in cui si svolge il nostro sport – ha spiegato Gianluca Laliscia, Ceo di sistemaeventi.it, organizzatore dell’evento – e abbiamo la responsabilità di lasciare un’eredità pulita, nel pieno rispetto dei valori fondanti dell’endurance. Il primo fra tutti è il rispetto della natura e dell’ambiente, insieme a un principio che deve guidare ogni scelta: la sicurezza, sempre al primo posto. La responsabilità dei Comitati Organizzatori è altissima, perché nell’organizzazione di una competizione nulla può essere lasciato al caso. In una gara di endurance su 160 chilometri, dove le variabili lungo il percorso sono molteplici, il tema della sicurezza diventa una priorità assoluta e imprescindibile». Il Fei Endurance Forum 2026 si chiude lasciando una visione di sviluppo basata sul dialogo tra le diverse componenti del settore, grazie a due giornate che Áine Power ha definito «motivanti, costruttive e coinvolgenti».
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