Scuola e cultura: le associazioni chiedono investimenti strutturali nella formazione per rafforzare il settore culturale. “Non è assistenzialismo”

Tra le priorità individuate dalle principali associazioni del comparto culturale italiano c’è anche l’investimento strutturale nella scuola. In una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio e ai ministri competenti, le organizzazioni firmatarie ribadiscono la necessità di rafforzare il legame tra educazione e cultura, indicando la formazione come condizione essenziale per ampliare la domanda culturale e sostenere, nel lungo periodo, la crescita del settore.
Le proposte avanzate — che includono l’incremento delle risorse pubbliche destinate alla cultura, semplificazioni fiscali e nuove misure a tutela del comparto — mettono in evidenza l’urgenza di politiche non assistenziali, ma orientate allo sviluppo. E in questa visione, la scuola non è solo destinataria, ma attore attivo del cambiamento.
Formazione culturale per ampliare l’accesso
Secondo quanto sostenuto dalle undici associazioni firmatarie, è attraverso il rafforzamento dell’istruzione che si può incidere in modo concreto sulla partecipazione culturale delle nuove generazioni. L’intervento sulla scuola è visto come:
- uno strumento per costruire un pubblico consapevole e duraturo;
- un veicolo per rendere la cultura un elemento quotidiano e accessibile;
- un punto di connessione tra cittadini, territori e filiere produttive.
Si insiste quindi sulla necessità di inserire con continuità nei percorsi educativi elementi legati alla conoscenza del patrimonio culturale, alle pratiche artistiche e ai linguaggi contemporanei.
Un fronte comune per il futuro del settore
La lettera nasce da un confronto ampio maturato durante le Giornate dello Spettacolo, promosse da Agis in occasione del suo ottantesimo anniversario. Un momento che ha riunito le principali realtà associative del settore, dando origine a una posizione condivisa sul valore strategico della cultura nella crescita economica e sociale del Paese.
Tra le richieste avanzate, anche un richiamo alla necessità di politiche che sappiano difendere il settore dalle distorsioni generate dalle grandi piattaforme globali, valorizzando invece le competenze e la produzione culturale nazionale.
Source link




