Economia

Abi, tornano a salire i tassi sui mutui per le case. Su raccolta e depositi, ma crescita rallenta


Risale il tasso sui mutui per le case. Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni a dicembre 2025 è stato infatti del 3,37% (3,30% nel mese precedente; 4,42% a dicembre 2023). Lo si legge nel rapporto mensile dell’Abi. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è stato il 3,64% contro il 3,52% di novembre. Stabile il tasso tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) al 3,97. L’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie a dicembre è cresciuto del 2,3% su base annua, in accelerazione rispetto al 2,1% di novembre quando i prestiti alle famiglie erano cresciuti del 2,3% e quelli alle imprese dell’1,8%. Per le famiglie è il dodicesimo mese consecutivo di crescita, per le imprese il sesto.

L’aumento dei tassi a dicembre, si fa notare dall’Abi, risente dell’andamento Irs (i tassi di riferimento sul mercato) che sono aumentati nei mesi scorsi passando dal 2,69% al 2,90% di novembre e la tendenza generale indica che la dinamica ribassista è ormai terminata.

Un’indicazione che i risparmiatori sembrano aver recepito, visto che l’80% dei mutui stipulati a dicembre è a tasso fisso: “le famiglie -si spiega – si immunizzano contro i rischi”.

Su gli investimenti in titoli in banche

Secondo lo stesso rapporto la raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, ha presentato un incremento di 106,5 miliardi tra novembre 2024 e novembre 2025 (35,7 miliardi famiglie, 19 miliardi imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione). La raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) a dicembre 2025 è risultata in aumento del 2,0% su base annua, a 2.137,2 miliardi, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024 ma in decelerazione rispetto al +2,6% nel mese precedente. A dicembre i depositi, nelle varie forme, sono cresciuti del 2,1% su base annua (+2,7% il mese precedente). La raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, a dicembre 2025 è aumentata dell’1,1% rispetto ad un anno prima (+1,9% nel mese precedente).

Il tasso praticato sui nuovi depositi a durata prestabilita (cioè certificati di deposito e depositi vincolati) a dicembre 2025 è stato il 2,14%. Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso a dicembre 2025 è stato il 2,39%. Il tasso medio sul totale dei depositi (certificati di deposito, depositi a risparmio e conti correnti), è rimasto invariato allo 0,63% (0,32% a giugno 2022). Il tasso sui conti corrente, che non hanno la funzione di investimento e permettono di utilizzare una moltitudine di servizi, a dicembre 2025 è risalito allo 0,29% .

In calo i crediti deteriorati

A novembre i crediti deteriorati netti ammontavano a 29,7 miliardi di euro, da 30,1 miliardi di giugno 2025 (31,3 miliardi a dicembre 2024). Rispetto al loro livello massimo, 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, sono risultati in calo di circa 167 miliardi. A novembre 2025 i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,42% dei crediti totali. Tale rapporto era inferiore rispetto a giugno 2025 (1,46%; 1,51% a dicembre 2024; 9,8% a dicembre 2015).


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