Gli assalti di imprendibili “fantasmi” ai bancomat della Calabria e del Sud
I “fantasmi”. Un involucro conico di latta ricolmo di polvere nera innescato da una miccia lunga 60 centimetri; due auto rubate, una per il “colpo”, l’altra da staffetta; passamontagna scuri calati sul viso, pistole alla cintola, buste con strisce di chiodi appuntiti da seminare lungo l’asfalto per coprirsi la fuga e orologi sincronizzati per non perdere troppo tempo: le “batterie” che “bombardano” i bancomat di istituti di credito e uffici postali mostrano una inconfondibile tecnica operativa. I banditi che le compongono sono agili nei movimenti, veloci e precisi: non usano i telefonini, selezionano gli obiettivi, scegliendoli in piccoli centri, li depredano in meno di cinque minuti, tra le 3 e le 5 del mattino, non fanno vittime collaterali e tagliano la corda senza lasciare tracce biologiche.
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