Umbria

Referendum sulla giustizia, anche in Umbria si formano gli schieramenti per il Sì e il No


In vista del referendum sulla giustizia, anche noto come referendum “per la separazione delle carriere” in programma il 22 e 23 marzo, i fronti del Sì e del No cominciano a organizzarsi anche in Umbria.

Il No A Perugia è nato nei giorni scorsi il Comitato per il No. La costituzione è avvenuta al termine di un incontro nella sede regionale della Cgil e il nuovo organismo aderisce al Comitato nazionale della società civile, presieduto da Giovanni Bachelet. Al comitato perugino partecipano numerose associazioni e forze politiche, tra cui sindacati, realtà studentesche, ambientaliste e partiti del centrosinistra. Coordinatore è stato nominato il costituzionalista Mauro Volpi, già componente del Consiglio superiore della magistratura, mentre la portavoce è Alessandra Lecce. L’obiettivo dichiarato è quello di estendere rapidamente la rete dei comitati anche negli altri territori della provincia.

Le ragioni Nel corso dell’incontro sono state ribadite le principali ragioni del No. Secondo i promotori, la riforma non inciderebbe sui problemi più avvertiti dai cittadini, come la durata dei processi e il funzionamento degli uffici giudiziari. Viene inoltre contestata la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, ritenuta una scelta che rischia di compromettere le garanzie del diritto alla difesa e l’equilibrio del sistema. Critiche anche alla revisione degli organi di autogoverno della magistratura, che secondo il comitato indebolirebbe l’indipendenza dei magistrati e aprirebbe a un maggiore condizionamento della politica. Sempre per quanto riguarda il fronte del No, venerdì pomeriggio a Perugia è stato presentato alla Sala dei Notari il comitato «Giusto dire No»; a partecipare sono stati Laura Reale, Lidia Brutti e i professori Enrico Carloni, Carlo Fiorio ed Enrico Grosso.

L’incontro Il 23 gennaio alle 15, inoltre, nella Sala Trumpet dell’Hotel Giò, a Perugia, ci sarà un incontro pubblico sulla separazione delle carriere nella magistratura, in vista del referendum confermativo. L’evento, promosso dall’Ordine degli Avvocati di Perugia e dalla Camera Penale “Fabio Dean”, è aperto alla cittadinanza e gratuito. Dopo i saluti istituzionali, interverranno esponenti di primo piano della magistratura, dell’avvocatura e dell’accademia. Al centro del dibattito, le ragioni della riforma e il confronto tra posizioni diverse, con l’obiettivo di informare e stimolare una discussione consapevole su uno dei temi più rilevanti del sistema giudiziario italiano.

Il Sì Per quanto riguarda il fronte del Sì, Forza Italia ha annunciato venerdì l’avvio ufficiale della campagna referendaria. Il primo appuntamento pubblico è in programma lunedì 19 a Palazzo Cesaroni, a Perugia, con un incontro dedicato alle ragioni della riforma. Il partito rivendica una posizione storica a favore della separazione delle carriere, considerata una misura necessaria per rafforzare il principio del giudice terzo e imparziale e dare piena attuazione all’articolo 111 della Costituzione. All’iniziativa interverranno dirigenti regionali e nazionali del partito, parlamentari e rappresentanti istituzionali umbri.

Mobilitazione Anche Sinistra italiana ha annunciato una mobilitazione in tutta la regione a sostegno del No, con l’obiettivo di promuovere comitati e iniziative di informazione sui contenuti della riforma. La segretaria regionale Federica Porfidi parla in una nota di una riforma che «non è un semplice aggiustamento tecnico, ma un attacco frontale all’architettura della nostra Costituzione», sottolineando il rischio di una magistratura meno autonoma e, di conseguenza, di cittadini meno tutelati.

M5S Sulla stessa linea il Movimento 5 Stelle, che ha richiamato il significato politico del superamento delle 500mila firme necessarie per indire il referendum. La deputata Emma Pavanelli ha definito questo risultato «una prova di vitalità democratica» e ha ribadito la necessità di informare e partecipare al voto, esprimendo un No a una riforma che, secondo il M5S, indebolisce le garanzie e allontana i cittadini dalla giustizia.

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