Viaggi e turismo

In Engadina l’atmosfera autentica del Cresta Palace

Abbiamo cominciato l’anno con un nuovo tam tam di report, convegni e social: oggi lo status symbol sono gli hotel di lusso. Non il Rolex o la Kelly di Hermès, ma dove si soggiorna. Si tratta di un cambiamento epocale che sposta l’interesse dal piacere di possedere un oggetto a quello di vivere un’esperienza, che ora ha acquisito un valore di gran lunga maggiore. Ma resta una questione, la solita, come per borse e orologi di ultra lusso: chi se li può davvero permettere i favolosi cinque stelle che rasentano e spesso superano i 2.000 euro a notte? Pochissimi.

Qualità e accoglienza al primo posto

Eppure ci sono alberghi accoglienti, eleganti, contemporanei per gente “normale”, per chi ai brand famosi preferisce le nicchie, con meno stelle, a volte nessuna, con proprietari e staff appassionati e un giusto rapporto qualità/prezzo, spesso a favore della prima. Ci vuole un po’ di pazienza, ma si trovano. Un esempio è il Cresta Palace a Celerina, poco dopo St Moritz arrivando dalla Valtellina. Il Cresta è un quattro stelle storico, in un villone circondato da un giardino dove si trova un’atmosfera famigliare, anche perché chi viene la prima volta si affeziona e torna, per la giusta dimensione, la posizione, l’atmosfera. Nella lobby c’è movimento tutto il giorno. Le parlate internazionali, i convenevoli tra habitué, le giacche a vento colorate e gli scarponi ai piedi, i colbacchi di pelliccia e i sarner in lana cotto, i frollini continuamente rabboccati sul banco del check-in. E dalle finestre si vedono i vagoni rossi del Bernina Express che appaiono e scompaiono tra i pini e gli ultimi metri di una pista che parte proprio dietro “casa”, pochi passi a piedi.

Gli spazi sono ariosi, come nei grand hotel d’inizio Novecento. La luce filtra inondando la sala delle colazioni e il salotto, dove ci si rilassa con tè e snack offerti dopo lo sci o le passeggiate. Nella lobby c’è un via vai di famiglie con i bambini che hanno un club e un campetto per loro, ma anche coppie e foodies che arrivano per assaggiare qualcosa di originale. In camera c’è il tepore degli interni di montagna, confortevoli e appena rinnovate. E nella spa di oltre 1.200 metri quadrati ci si regala qualche ora tra piscina, saune, massaggi olistici e palestra.

Sapori insoliti e piatti classici

 Ma questo hotel a due passi dal centro di Celerina e dall’anello di sci di fondo prende i suoi ospiti soprattutto per la gola con sapori insoliti a queste altitudini, senza nulla togliere a fondue, raclette e torte alle noci del Chäs-Beizli e i classici regionali del Grand Restaurant. Al ristorante Asia 75 il menù è cucinato da una signora Thailandese, e a fine 2025 ha aperto un casual dining levantino, che sulle Alpi svizzere non si era mai visto prima. Ya Mama – il nome indica un’espressione confidenziale per rivolgersi alla propria madre («sì mamma») – è un progetto dello chef Moses Ceylan, due stelle Michelin e 18/20 punti Gault Millau in curriculum, che qui propone piatti semplici ispirati a quelli della donne della sua famiglia, però con ingredienti locali: l’hummus è fatto con lenticchie di montagna, la trota è preparata all’aramaica e la fonduta all’orientale. Pietanze deliziose, servite al centro del tavolo come a casa, in una sala da pranzo inequivocabilmente alpina. Ovvio che al bar si possono ordinare club sandwich e hamburger tutto il giorno, ma a cena si viaggia con il palato verso luoghi esotici e ameni. Anzi, con la formula Dine Around, durante il soggiorno, si può scegliere un menù a prezzo fisso (59 franchi a persona) in qualunque ristorante dell’hotel.

Niente ultra lusso né jet set, al Cresta si va per trascorrere qualche giorno di sci e gusto in Engadina, circondati da quel mix di habitué e crowd internazionale che rende l’atmosfera autentica e gradevolmente mondana.


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