Teatro amatoriale, al via il terzo “Premio Città di Francavilla al Mare”: sei compagnie in gara

Torna per la terza edizione la Rassegna di teatro amatoriale “Premio Città di Francavilla al Mare”, organizzata dal Comune e dall’associazione Maramé aps. La manifestazione si svolgerà dal 18 gennaio al 26 aprile 2026 all’Auditorium Sirena, con sei compagnie non professionistiche provenienti da tutto l’Abruzzo.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere il teatro amatoriale come forma d’arte accessibile a tutti, capace di coniugare espressione creativa, inclusione sociale e valorizzazione delle tradizioni locali.
Il cartellone si apre il 18 gennaio con la compagnia Lu Passatempe di Penne che porterà in scena “Chi po’ fa a zumpitte, chi no si sta fitte”. Il primo febbraio sarà la volta della compagnia Li Nipute di Tatone di Chieti con “Nu matrimonie ‘ndricciate”. Il 21 febbraio tocca ai Giovani Amici del Teatro di Pescara con “Frù frù Sandine e Diasille”. Il 7 marzo si esibirà la compagnia I Sestini di Teramo con “N’uperazione a la banca e une a l’uspedale”. Il 22 marzo la compagnia Atriana di Atri porterà sul palco “Che scè benedette sti badante”, mentre il 12 aprile sarà la volta degli Amici della Ribalta di Lanciano con “Parenti serpenti”.
La rassegna si concluderà domenica 26 aprile con la commedia brillante fuori concorso “Lu lette tonne”, messa in scena dalla compagnia organizzatrice Maramé aps. A seguire si svolgerà la cerimonia di premiazione.
Il biglietto per ogni singolo spettacolo costa 12 euro, mentre l’abbonamento all’intera rassegna è disponibile a 60 euro. Per informazioni si possono contattare i numeri 339 4795915 e 352 0392312.
«Questa rassegna rappresenta un appuntamento ormai consolidato per la nostra città capace di valorizzare il teatro come strumento di partecipazione, identità e crescita culturale», ha dichiarato la sindaca Luisa Russo. L’assessora alla Cultura Cristina Rapino ha sottolineato come il teatro amatoriale sia un patrimonio prezioso che unisce passione, tradizione e innovazione, dando spazio a linguaggi, dialetti e storie locali.
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