Emilia Romagna

gli affitti in nero pesano, ma sulla tariffa puntuale troppi errori di comunicazione”


Abbandoni, senso di civiltà smarrito e affitti in nero. Il tris calato dal sindaco Massimo Mezzetti nella sua risposta al proliferare di sacchi di rifiuti “anonimi” in giro per la città ha scatenato, come prevedibile, reazioni su reazioni. Dalla rinnovata spaccatura tra favorevoli e contrari al ritorno ormai irreversibile dei cassonetti, passando per una tariffa puntuale tutta da spiegare, fino al dato che forse sta facendo più discutere: circa ottomila appartamenti o locali affittati in nero sotto la Ghirlandina.

C’è chi chiede la fonte certa di una platea così ampia di abusivi e chi “sposa” questo numero. Tra loro c’è Marzio Govoni, presidente di Federconsumatori e del Sunia, il Sindacato unitario nazionale inquilini assegnatari.

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“Sugli abbandoni il sindaco si è riferito alla possibilità che abbiano un forte peso, in questa condizione, gli affitti irregolari. Entrambe le realtà che rappresento ne sono certe. Le abitazioni inutilizzate in città sono, secondo Istat, oltre dodicimilatrecento; al netto dei numeri fisiologici, delle case inutilizzabili o in corso di vendita, una parte minore di queste sono occupate con forme di affitto irregolari, in nero. Poi ci sono gli affitti transitori, quelli fino a diciotto mesi. Presumiamo – sottolinea Govoni -, che in queste realtà abitino non meno di quattromila persone. Non è automatico, ma è possibile che in questi luoghi, oltre agli abusi sui costi, vada aggiunto anche il tema della cattiva gestione dei rifiuti. Di certo questo accade negli affitti in nero, che in una città in crisi abitativa come la nostra, sono a volte presenti in ambienti inidonei, come ex uffici o capannoni dismessi in zone artigianali”. Al di là del nodo locazioni abusive, però, in generale – prosegue il presidente di Federconsumatori e Sunia – manca un approccio collettivo sul tema rifiuti. E qui, mi spiace, la responsabilità, al netto di inaccettabili comportamenti individuali, non è dei cittadini modenesi. Se gli errori vengono da lontano, più recentemente, in materia di tariffa corrispettiva puntuale, abbiamo registrato l’assoluto mancato coinvolgimento preventivo della città e delle sue rappresentanze, unito a pesanti errori comunicativi”.

“Oggi sulla tariffa puntuale – aggiunge Govoni –, che premiando i comportamenti virtuosi è un elemento di per sé positivo, è passata a Modena una lettura tutta negativa, assai difficile da modificare. Un elemento che funziona generalmente bene in tanti Comuni della provincia e della Regione, viene letto in città come una penalizzazione per cittadini e famiglie. Ora è decisamente tardi per un progetto di comunità e per i percorsi partecipativi. Ma qualcosa va fatto, e non può essere soltanto l’inasprimento dei controlli e delle sanzioni”.

Sul tema interviene anche Raffaele Vosino, presidente di Fimaa e di Confappi Confcommercio, che oltre a chiedere più informazione sulla tariffa puntuale, lancia una riflessione sulla conseguenza degli abbandoni sul valore degli immobili: “Accogliamo con favore la disamina del sindaco Mezzetti. È fondamentale fare chiarezza sulla tariffa puntuale per evitare panico ingiustificato tra i cittadini. Come rappresentanti dei proprietari e dei mediatori immobiliari, sappiamo bene che la trasparenza sui costi è il primo passo per una gestione serena e corretta. Il primo cittadino ha centrato il punto: gli ottomila immobili che operano fuori dalle regole, tra affitti in nero e occupazioni irregolari, sono una ferita nel tessuto della città. Chi vive nell’irregolarità, senza carta Smeraldo, non solo sporca le nostre strade, ma mina la sicurezza dei quartieri e provoca un danno economico diretto ai proprietari onesti”.

Per Vosino, il degrado urbano ha un impatto immediato sul mercato: “Un immobile circondato da rifiuti e situazioni di illegalità subisce una svalutazione commerciale inevitabile. Difendere il decoro significa difendere i risparmi dei modenesi. Chiediamo dunque all’amministrazione un potenziamento dei controlli negli immobili per stanare il sommerso e ripristinare la legalità.” “Siamo pronti a collaborare con il Comune – conclude il presidente di Fimaa e di Confappi Confcommercio –, ma servono azioni decise: la gestione dei rifiuti è efficiente solo se tutti gli occupanti sono censiti e responsabilizzati. Solo così potremo garantire sicurezza, decoro e la tenuta del valore del patrimonio immobiliare di Modena.”

 


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