Comune e Provincia di Crotone avvertono Eni: «Intollerabile lo stop alla bonifica»
Da un lato chiedono che gli «organi tecnici» accertino la veridicità della ricerca effettuata da Eni Rewind, secondo cui tra l’Italia e l’Europa non esistono impianti idonei a ricevere i rifiuti radioattivi Tenorm con e senza amianto abbancati nel Sin di Crotone. Dall’altro propongono che la società del gruppo Eni ed Edison (entrambe responsabili dell’inquinamento delle ex aree industriali) realizzino una discarica di scopo fuori Calabria dove portare le sostanze pericolose della bonifica. In quanto il Provvedimento autorizzatorio unico regionale dal 2019 vieta di conferire “in loco” le scorie presenti nei siti contaminati di Crotone.
Si può sintetizzare così la dura presa di posizione del sindaco, Vincenzo Voce, e del presidente facente funzioni delle Provincia, Fabio Manica, nei confronti di Eni Rewind. Che è finita sotto accusa per aver sospeso, l’8 gennaio, gli scavi avviati il 16 giugno 2025 nella discarica a mare dello stabilimento ex Pertusola per l’impossibilità di smaltire i materiali con Tenorm, rinvenuti in punti dove non si stimava che ci fossero.
Tanto è bastato per suscitare l’ira dei due amministratori locali.
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