Stranezze di città, una fontana a muro con vasca e cannella ricurva in via Prenestina
Un ragazzo di colore tutte le mattine arrivava alla fontanella di cemento che è vicino al semaforo di via Prenestina, angolo con via Aristide Staderini.
Tutte le mattine riempiva la sua bottiglietta di acqua e si avviava verso il suo precario lavoro giornaliero.
Dalla scorsa estate non ha più potuto riempire la sua bottiglietta da mezzo litro. Dalla cannella ricurva non sgorgava più l’acqua.
Della fontanella pubblica, che è nei pressi del bar Giolli e della sezione del PD, era rimasto solo il caldo cemento della vasca e del muretto di sostegno.
Ibrahim, Abramo in italiano, mi ha precisato che non si tratta di una fontanella antica di marmo, non è nemmeno una fontanella monumentale o una fontanella in ghisa e ottone, è solo una fontanella con la cannella ricurva, con una vasca e un muretto di cemento. Ciò che è importante, oltre alla sua lunga storia, è la collocazione. Il luogo è un punto di forte passaggio pedonale e ha sempre rappresentato un servizio essenziale per i cittadini.
Ibrahim dall’estate scorsa tutti i giorni, prima di andare al lavoro, deve acquistare la sua bottiglietta d’acqua nel bar e di soldi non ne ha tanti.
Ibrahim non sa se l’Ufficio Relazioni con il Pubblico nel V Municipio ha ricevuto in questi mesi un reclamo o una segnalazione per l’assenza di acqua nella fontanella.
Ibrahim non sa se Acea Ato 2, che è la società operativa del Gruppo ACEA che gestisce il servizio idrico integrato nell’ambito territoriale nel Comune di Roma, ha ricevuto un reclamo o una segnalazione sulla fontanella che non eroga più l’acqua.
Su richiesta di Ibrahim, Abitare A Roma con questo articolo vuole segnalare e richiedere di rendere di nuovo attiva la fontanella che garantiva l’acqua gratuita a chiunque passasse, indipendentemente dalle proprie condizioni.
Siamo stati un po’ sfacciati, ma la chiacchierata con Ibrahim ci ha dato lo spunto per raccontargli un po’ di storia del nostro quartiere, che lui sicuramente non conosce.
Un po’ di storia di Tor Tre Teste
«Intorno al 1950 la zona all’incrocio tra la via Prenestina e quella che oggi conosciamo come via Aristide Staderini appariva radicalmente diversa da come la vediamo oggi, era campagna.
Roma, intesa come città abitata, terminava poco oltre il quartiere Prenestino-Labicano.
Il territorio, dove oggi c’è la fontanella, era dominato dal sistema delle tenute agricole.
Il paesaggio era formato da dolci colline, marane e pascoli per le pecore, pochi alberi ad alto fusto, molta macchia bassa e campi coltivati a cereali.
La via Prenestina non era la grande arteria a più corsie attuali, ma una strada consolare stretta, spesso costeggiata da platani o pini marittimi, con un traffico quasi esclusivamente agricolo o legato ai trasporti verso i comuni del Lazio..
I casali agricoli erano le uniche strutture abitative, dove risiedevano i guardiani delle tenute e i braccianti. Non esistevano fognature, l’illuminazione pubblica o la rete idrica urbana.
La zona era considerata “fuori porta”.
Era la Roma dei “borghetti” che iniziavano a nascere spontaneamente nelle zone limitrofe.
Tra il 1960 e il 1970, l’area ha subito una trasformazione, si è passati dalla campagna incontaminata ai cantieri a cielo aperto.
Roma è esplosa verso est e l’angolo tra via Prenestina e via Aristide Staderini è diventata il confine tra la vecchia agricoltura e la nuova città intensiva.
Il Piano Regolatore del 1962 di Roma ha destinato vaste aree di Tor Tre Teste all’edilizia residenziale pubblica e privata.
L’area smette ufficialmente di essere “agro romano” per diventare “zona di espansione».
La via Prenestina viene allargata e asfaltata meglio per sostenere il traffico dei mezzi pesanti che servono i cantieri.
Accanto ai casali storici, iniziano a sorgere piccole costruzioni nate spesso in modo non pianificato, abitate da immigrati provenienti dal Sud e dal Centro Italia in cerca di lavoro nell’edilizia.
Se nel 1950 si vedevano le pecore pascolare, nel 1970 si iniziavano a vedere gru e palazzi di 7-8 piani”.
Ibrahim mi ha sorriso e mi ha fatto capire che del passato non è molto interessato, il suo di passato l’ha voluto dimenticare.-
Lui, immigrato del 2026, desidera solo non spendere soldi per acquistare la sua bottiglietta d’acqua e mandarli alla sua famiglia.
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