Economia

Il welfare che verrà in cinque mosse


Sempre meno ‘fringe’ e sempre più ‘benefit’. Il welfare, inteso come insieme di servizi e agevolazioni complementari offerti dalle aziende ai propri collaboratori, cessa di essere elemento accessorio per diventare fattore critico di successo di qualunque impresa. Cinque le tendenze chiave che, secondo la piattaforma per la gestione del welfare aziendale Coverflex, ne guideranno l’evoluzione in un contesto caratterizzato da stagnazione salariale, aumento delle aspettative personali e attenzione crescente al benessere. In particolare, stante la relativa insoddisfazione del proprio pacchetto retributivo espressa da parte del 78% dei lavoratori nell’ambito di un sondaggio condotto tra giugno e settembre 2025 da parte di Coverflex, le aziende saranno chiamate in primis a rivedere il concetto stesso di compenso integrando la componente monetaria con quella di ‘welfare’ in senso stretto.

Ancorché unica, la proposta di valore che ne deriverà dovrà essere comunque flessibile, modulabile e personalizzabile, adattandosi ai bisogni dei singoli collaboratori nelle diverse fasi della loro vita. Il benessere psicofisico, a sua volta, talora compromesso da ritmi di lavoro eccessivi, non potrà più essere considerato un optional bensì la premessa indispensabile tanto per attirare e trattenere i talenti quanto per promuovere ‘engagement’ e produttività. Mettere a disposizione dei dipendenti ‘benefit’ e infrastrutture stabili di supporto alla persona, peraltro, non sarà di per sé garanzia di ‘wellbeing’ se poi le modalità per usufruirne resteranno complesse e poco chiare. “Guardando al 2026 emergeranno modelli sempre più flessibili, personalizzati e supportati da tecnologie digitali in grado di rispondere ai bisogni concreti delle persone e, al tempo stesso, alle esigenze di sostenibilità e competitività delle aziende – commenta Andrea Guffanti, general manager di Coverflex – Il futuro del ‘welfare’ passa dalla capacità di semplificare la complessità e di mettere il benessere al centro delle strategie organizzative”. All’insegna del ‘people-centric management’.


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