Abusava delle bimbe sul bus autista condannato a 13 anni

Faceva dei regali alle bambine di cui abusava per «corromperle» usando un «atteggiamento subdolo» secondo l’accusa, a una di loro aveva donato una penna, un’altra l’aveva molestata a bordo dello scuolabus che conduceva da tempo. Ieri l’autista, 50 anni di Torino, è stato condannato a 13 anni e due mesi di carcere in abbreviato per violenza sessuale, la pm Eleonora Sciorella ne aveva chiesti 16.
In casa sua, gli investigatori avevano trovato centinaia di video e fotografie dal contenuto pedopornografico, alcuni con protagoniste quelle bimbe fra i 9 e i 13 anni che “adescava” mentre tornavano a casa da scuola. Tre le vittime sotto i 14 anni che si sono costituite parte civile, tutelate dagli avvocati Chiara Luciani, Renato Rolla e Mariangela Melliti. Il giudice di Torino, Antonio Borretta, ha disposto una provvisionale di 78mila euro in totale per le tre vittime.
L’uomo, difeso dall’avvocato Mauro Molinengo (subentrato al precedente difensore poche settimane fa), si trova in carcere da un anno. Ieri ha deciso di non presentarsi in aula per la lettura della sentenza. L’udienza si è svolta a porte chiuse, l’uomo ha fatto recapitare una lettera alle famiglie ammettendo ogni addebito e scusandosi: «Mi vergogno e non riesco a guardare in faccia i genitori — ha spiegato l’imputato — sono mortificato».
Una delle tre bambine di cui ha abusato per lungo tempo, è la figlia di una coppia con cui il 50enne era amico da vent’anni. Un anno fa la misura cautelare, firmata dal gip Lucia Minutella, era scaturita proprio dalla denuncia della coppia, che in procura aveva parlato degli abusi subiti dalla figlia di 9anni, iniziati nel 2021 e proseguiti fino al 2024.
I genitori avevano iniziato a nutrire sospetti su quell’uomo definito fino a quel momento “un amico di famiglia”, quando avevano notato che la figlia scambiava dei frequenti messaggi con l’uomo e l’attenzione di lui era risultata eccessiva. Nel novembre 2024 la bambina si confida con la mamma, raccontando di primi contatti intimi quando l’uomo aveva iniziato a farle da baby sitter o durante le passeggiate con il cane, di incontri segreti nella casa al mare affittata dall’uomo vicino a quella dei genitori, di «toccamenti» fino alla violenza sessuale e dei regali che il 50enne le faceva ogni volta. «Ogni giorno voleva aggiungere qualcosa», le parole della piccola.
Era stato quel racconto così dettagliato di una bambina di 9 anni, scioccante per i genitori, a far partire l’inchiesta, le indagini hanno successivamente appurato che c’erano altre due minorenni, allieve di una scuola elementare, con cui l’imputato aveva avuto comportamenti analoghi. Secondo l’accusa l’uomo «plagiava» le bambine con regali e attenzioni, così da assicurarsi che non denuncino, senza ricorrere a minacce e intimidazioni. Il gip aveva subito chiarito che non vi era alcun dubbio sull’attendibilità delle vittime.
Source link




