Trentino Alto Adige/Suedtirol

Pedaggi 2026, sull’Autobrennero rincari lievi ma pesanti per i pendolari – Cronaca



BOLZANO. Dal 1° gennaio 2026 sono entrati in vigore i nuovi pedaggi autostradali, adeguati all’inflazione. L’aumento medio nazionale, comunicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è dell’1,5%, ma l’indagine di Altroconsumo su 38 tratte mostra un quadro meno uniforme, con effetti diversi a seconda dei territori. In Trentino-Alto Adige l’impatto è contenuto in valore assoluto, ma significativo per chi utilizza l’autostrada ogni giorno.

Trentino-Alto Adige: rincari piccoli, ma quotidiani

Sull’asse del Brennero (A22), fondamentale per la mobilità regionale e transfrontaliera, gli aumenti si traducono in 10 centesimi a tratta.

Trento Nord – Bolzano Sud: 51 km, 3,90 euro, +0,10 euro (+2,6%).

Trento Centro – Verona Nord: 87 km, 6,40 euro, +0,10 euro.

In termini percentuali l’aumento supera il 2%, ma resta limitato in valore assoluto. Il nodo, però, riguarda pendolari e lavoratori che percorrono quotidianamente questi tratti: su base annua, anche pochi centesimi diventano una spesa non trascurabile.

Il costo al chilometro resta nella media

Se si guarda al costo per 100 km, parametro utile per confrontare tratte di diversa lunghezza, l’A22 in ambito regionale si colloca intorno ai 7,5–7,7 euro, un valore inferiore rispetto ad alcune tratte del Nord-Ovest e del Centro Italia che superano i 10–14 euro ogni 100 km.

Questo posiziona il Trentino-Alto Adige in una fascia intermedia: non tra le autostrade più care, ma neppure tra le più economiche.

Un peso maggiore dove mancano alternative

Il vero impatto dei rincari emerge laddove le alternative di trasporto pubblico sono limitate. In molte vallate e lungo le direttrici casa-lavoro verso Trento e Bolzano, l’autostrada resta l’opzione più rapida, se non l’unica davvero competitiva. In questi casi, l’adeguamento dei pedaggi incide direttamente sul bilancio familiare e sui costi di piccole imprese e lavoratori autonomi.

Un sistema poco omogeneo

L’indagine segnala anche forti differenze territoriali: mentre in Sicilia diverse autostrade restano gratuite, al Nord e lungo le direttrici alpine i pedaggi continuano a crescere, pur con aumenti moderati nel 2026. Un quadro che alimenta il dibattito sull’equità del sistema tariffario e sul rapporto tra costi, qualità dell’infrastruttura e servizi offerti.

In sintesi, in Trentino-Alto Adige i rincari dei pedaggi 2026 sono contenuti, ma colpiscono soprattutto chi l’autostrada la vive ogni giorno. Un tema che torna centrale in una regione di transito, dove mobilità, lavoro e sostenibilità restano strettamente intrecciati.




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