Marche

Amandola, per le minacce al sindaco Marinangeli con una lettera anonima arriva la condanna a sette mesi


AMANDOLA È stato condannato dal tribunale di Ascoli, l’uomo accusato di aver minacciato il sindaco di Amandola, Adolfo Marinangeli, con una lettera anonima dai toni pesantemente intimidatori recapitata nel 2021. Il giudice ha inflitto all’imputato, difeso dall’avvocato Olindo Dionisi, una pena di sette mesi di reclusione, oltre al risarcimento del danno da liquidarsi in sede civile, con una provvisionale immediatamente esecutiva di quattromila euro in favore della parte offesa e la condanna alla refusione delle spese di costituzione e rappresentanza in giudizio. La pena è stata sospesa subordinata al pagamento del risarcimento entro un anno dal passaggio in giudicato della sentenza

 
La lettera

Al centro del procedimento c’è una missiva anonima indirizzata al primo cittadino, che conteneva accuse gravissime e una minaccia esplicita. «Complimenti: sei riuscito a corrompere giudici e magistrati, a far sparire tanto denaro pubblico portandolo all’estero, a bloccare diverse cause con i cittadini ma non riuscirai a bloccare il piombo della pistola – si leggeva nella missiva -.

Dimettiti e sparisci, altrimenti veniamo a trovarti nel rifugio segreto». Parole che avevano immediatamente fatto scattare l’allarme e dato il via alle indagini. A incastrarlo sarebbe stato il particolare un passaggio della lettera che facendo riferimento a un precedente procedimento penale, aveva consentito agli inquirenti di restringere il cerchio e di indirizzare gli accertamenti su una persona precisa.

Fatti riconducibili proprio all’uomo finito al centro dell’indagine e quindi imputato. Determinante è stata la perizia grafologica, che ha confrontato la scrittura della lettera con quella dell’uomo. L’esame tecnico ha stabilito la compatibilità della grafia, permettendo così alla Procura di attribuirgli la paternità della missiva e di inchiodarlo alle proprie responsabilità. 

La condanna

Il giudice ha quindi ritenuto provata la natura minatoria del contenuto e il dolo dell’imputato, sottolineando la gravità delle espressioni utilizzate nei confronti del primo cittadino di Amandola. Da qui, la condanna a sette mesi di carcere e al risarcimento dei danni subiti dal sindaco a seguito di questo fatto. La vicenda si chiude così sul piano penale ma lascia ancora aperta quella del procedimento civile che dovrà essere intentato per la quantificazione definitiva del risarcimento mentre il pagamento della provvisionale diventa ora una condizione essenziale perché l’imputato possa beneficiare della sospensione della pena. 




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »