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Gmail elimina POP3 e Gmailify: cosa cambia per gli utenti

Google prepara un cambio importante per Gmail, un cambiamento che interesserà chi gestisce più caselle all’interno dello stesso servizio. A partire da gennaio 2026 alcune funzioni non saranno più disponibili e l’esperienza d’uso cambierà in modo concreto.

La decisione toglie diversi strumenti che molti consideravano ormai parte integrante della piattaforma. Non si tratta di un semplice aggiornamento, ma di una modifica strutturale destinata a incidere sulle abitudini quotidiane di chi usa più account diversi.

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Fine del supporto a POP3 e Gmailify

Google ha deciso di interrompere il supporto al protocollo POP3, chiudendo l’accesso diretto alle caselle di posta di provider esterni. Nella stessa finestra temporale scomparirà anche Gmailify, la funzione introdotta nel 2016 per integrare strumenti come filtri e protezione spam sugli account Yahoo e Hotmail.

La società non ha indicato motivazioni ufficiali, ma POP3 utilizza credenziali in testo non crittografato, un limite significativo per gli standard attuali. Il protocollo risulta quindi poco adatto a un contesto dove ogni trasferimento di dati richiede livelli consistenti di protezione.

Le funzioni che non saranno più disponibili

La pagina di supporto ufficiale chiarisce cosa verrà meno per gli account esterni collegati a Gmail tramite POP3 o Gmailify.

  1. Non sarà più possibile utilizzare il sistema di protezione antispam integrato, che finora filtrava automaticamente i messaggi indesiderati.
  2. Spariranno anche le notifiche mobili avanzate, utili per evidenziare i contenuti più rilevanti.
  3. La suddivisione automatica in categorie, come Principale, Social e Promozioni, non funzionerà più sugli indirizzi terzi.
  4. La rimozione riguarda anche le opzioni di ricerca più articolate, che permettevano di individuare rapidamente informazioni precise.

Un altro limite rilevante riguarda la versione web di Gmail. Dopo la modifica, la gestione degli account non Gmail sarà possibile solo tramite app mobile, mentre il sito non offrirà più alcun accesso a caselle di terze parti.

IMAP resta, ma con limiti chiari

Il protocollo IMAP continuerà a essere disponibile e consentirà comunque di consultare messaggi provenienti da servizi esterni.

Questa modalità, però, non garantisce le funzioni citate in precedenza, riducendo di fatto il livello di integrazione.

Le alternative possibili

Chi desidera mantenere un indirizzo non Gmail può ancora ricorrere all’inoltro automatico, configurando il proprio provider per inviare una copia dei messaggi in arrivo alla casella Google. Si tratta comunque di una soluzione parziale che non ripristina le funzioni rimosse.

Per le aziende, Google mette a disposizione gli strumenti di migrazionedi Workspace, progettati per trasferire in blocco la posta aziendale da altri servizi. Questa opzione è però riservata agli utenti business e richiede l’inserimento nell’ecosistema dedicato.

La transizione lascia quindi gli utenti privati davanti a una scelta tra migrazione definitiva a Gmail o gestione più frammentata degli indirizzi esterni. Una conclusione che conferma come il servizio stia orientando il proprio funzionamento verso un uso sempre più centralizzato.

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