Lazio

nel XII Municipio una rete di volontari contro la solitudine burocratica

Tra SPID da attivare, portali istituzionali poco intuitivi e avvisi pubblici scritti in un linguaggio spesso incomprensibile, accedere ai diritti è diventato un percorso a ostacoli.

Un labirinto digitale e burocratico che, per chi vive una condizione di fragilità, rischia di trasformarsi in esclusione pura.

È da questa constatazione che nasce la proposta degli “Angeli Sociali”, depositata questa mattina dal presidente della Commissione Politiche Sociali del XII Municipio, Alessandro Alongi.

Un’idea che punta a colmare quello spazio vuoto tra servizi esistenti e bisogni reali delle persone, dove spesso non bastano moduli e procedure.

Non un CAF, ma una presenza umana

Il progetto prende ispirazione dalle riflessioni dell’economista Leonardo Becchetti e parte da un dato di fatto: gli assistenti sociali sono una risorsa essenziale, ma operano in una condizione di cronico sovraccarico; i CAF, invece, forniscono un supporto prevalentemente tecnico, limitato alla compilazione delle domande.

L’Angelo Sociale nasce per fare qualcosa di diverso. Non sostituisce l’utente, non compila pratiche al suo posto, ma lo accompagna, passo dopo passo.

Una figura di prossimità che guida, sostiene, spiega e soprattutto costruisce una relazione di fiducia, restituendo sicurezza e autonomia a chi rischia di perdersi.

«I servizi esistono e sono tanti, ma fare domanda nel modo corretto è complicato», spiega Alongi. «Serve qualcuno che, partendo dai PUA o dai servizi sociali, prenda per mano un anziano, un migrante, una persona fragile e lo accompagni dentro questa selva burocratica. È una relazione vera, che può anche trasformarsi in una bella amicizia».

Foto Alessandro Alongi

I “nuovi invisibili” della città

La rete degli Angeli Sociali è pensata per intercettare quelle fasce di popolazione che sempre più spesso restano ai margini, non per mancanza di diritti, ma per l’impossibilità di esercitarli:

  • Anziani soli, esclusi dai servizi a causa della scarsa alfabetizzazione digitale

  • Migranti, frenati da barriere linguistiche e da una normativa complessa

  • Genitori soli e persone con fragilità psichiche, che necessitano di un accompagnamento motivazionale costante

Figure che non chiedono assistenzialismo, ma orientamento, ascolto e continuità.

Un modello da esportare a tutta Roma

L’ambizione della proposta va oltre i confini del XII Municipio. L’obiettivo è trasformare il territorio in un laboratorio di buone pratiche, un modello replicabile in tutta Roma Capitale.

Il progetto non intende sostituirsi alle realtà già attive – parrocchie, associazioni, volontariato – ma metterle a sistema, riconoscendole all’interno di un quadro istituzionale stabile.

«La povertà non si combatte solo con le procedureconclude Alongima con le relazioni umane».

La delibera passerà ora all’esame della commissione competente, prima di approdare in Consiglio Municipale per il voto definitivo.

Se approvata, la figura dell’Angelo Sociale potrebbe diventare il nuovo ponte tra le istituzioni e quei cittadini che, oggi, rischiano di restare invisibili.

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