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Inter-Napoli, pareggio spettacolo a San Siro. Conte espulso tra le polemiche

Cominciamo dalla sostanza: finalmente una bella partita! Veloce, combattuta, divertente e incerta fino al fischio finale. Uno spettacolo che non offre un vincitore, o svela il nuovo padrone del campionato, ma non importa, è ancora presto, c’è ancora tutto il girone di ritorno da giocare.

Certo, questo 2-2 tra Inter e Napoli, alla fine, frena i nerazzurri che avrebbero potuto allungare a +7, e tiene in vita i partenopei che rimangono in corsa mantenendo 4 punti di distacco dalla capolista e uno dal Milan, ancora secondo in classifica a quota 40.

L’Inter, in testa con 43 punti, lascia qualche rimpianto dopo una settimana di fughe annunciate e occasioni sciupate. Il Napoli, però, con una prova di grande carattere, merita pienamente il pareggio raggiunto all’81’ da McTominay, già autore del primo gol dei campioni d’Italia. La squadra di Conte ha avuto il merito di ribattere colpo su colpo a un’Inter che, in avvio, era scattata come toro nell’arena. Una partenza al fulmicotone che dopo nemmeno dieci minuti porta al vantaggio nerazzurro grazie a una chirurgica rasoiata di Dimarco, ben servito da Thuram. Una splendida azione corale nata da un’iniziativa di Zielinsky, abile a sfruttare una delle poche incertezze di McTominay, l’uomo in più di Conte in questa sfida all’ultimo respiro.

Dopo l’uno a zero, il Napoli, subito messo alle corde, avrebbe potuto farsi travolgere. Invece a poco a poco ha ritrovato il suo baricentro arrivando al pareggio (26’) proprio con lo scozzes,e pronto a deviare in rete un assist di Elmas. Qui è l’Inter a vacillare, ma si riprende subito minacciando più volte la porta di Milinkovic Savic. Nella ripresa l’Inter abbassa il ritmo e il Napoli si fa più aggressivo sfiorando il vantaggio con un rasoterra di Hojlund che accarezza il palo. La svolta, che farà discutere tutta la settimana, arriva al 68’, quando l’arbitro Doveri, richiamato al Var per un pestone di Rrahmani ai danni di Mkhitaryan, assegna un rigore all’Inter (realizzato da Calhanoglu) che scatena una furibonda reazione di Conte, poi espulso per aver gridato («Dovete tutti vergognarvi!») in faccia al quarto uomo.

Una reazione scomposta e anche ingiustificata perché, in questo caso, il pestone si vede chiaramente. Ma Conte, ormai scatenato, non sente ragioni proseguendo il suo show anche dalla scaletta dietro la panchina. A rimettere tutto a posto ci penserà poi McTominay, abile a sfruttare un’altra indecisione della difesa interista. Un finale al cardiopalmo, perché in pieno recupero c’è anche un palo scheggiato da Mkhitaryan che illude San Siro. Ma il pari è giusto. E anche se il risultato non indirizzerà il campionato, come aveva pronosticato Chivu, lascia comunque delle indicazioni precise: la prima che l’Inter, pur restando favorita, dovrà fare i conti fino alla fine con i campioni d’Italia che, ricordiamolo, hanno giocato con almeno quattro titolari in meno (Neres, Lukaku, Anguissa e De Bruyne). Un Napoli tosto, duro, mai domo. L’Inter, magnifica all’avvio, ha un rallentato nella seconda parte, palesando le solite ingenuità difensive. Comunque, dopo venti giornate, le prime tre restano nello spazio di quattro punti. Non è ancora tempo per una fuga o un assolo. Inter e Napoli sono comunque le più attrezzate. Il Milan, nonostante sia secondo, è ancora indecifrabile. Tornano in corsa la Roma (36 punti) e la Juventus, che stasera gioca in casa con la Cremonese. Spalletti l’ha riportata in alta classifica. Se vince, aggancia il Napoli a 39 punti. Paradossalmente, è un campionato bellissimo.


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