Cultura

The Pitt 3: il salto temporale sarà più breve, nella nuova stagione, secondo una nuova formula narrativa

Il successo di The Pitt continua a macinare record e riconoscimenti. HBO Max ha annunciato mercoledì il rinnovo della serie per una terza stagione, confermando che il medical drama ambientato nel pronto soccorso di Pittsburgh ha conquistato pubblico e critica. E mentre la seconda stagione è appena approdata sugli schermi, il protagonista Noah Wyle ha già iniziato a svelare qualche dettaglio su cosa aspettarsi dal prossimo capitolo.

Durante la première della seconda stagione al DGA Theater Complex di Los Angeles, Wyle ha condiviso con i giornalisti alcune anticipazioni sulla direzione narrativa che prenderà la serie. La domanda più gettonata riguardava naturalmente l’ambientazione temporale: dopo il San Silvestro della prima stagione e il weekend del 4 luglio della seconda, quale festività americana farà da sfondo alla terza stagione? La risposta dell’attore ha sorpreso molti: probabilmente nessuna.

Probabilmente no“, ha dichiarato Wyle quando gli è stato chiesto se la stagione 3 si svolgerà durante una festività. Ma la rivelazione più interessante riguarda il salto temporale tra le stagioni. “Anche se potremmo non spingerci così avanti nel futuro questa volta. Dieci mesi sono stati un salto lungo. Non credo che avremo bisogno di fare un salto così lungo la prossima volta“.

The Pitt – HBO

Il format di The Pitt rappresenta una delle sue caratteristiche più distintive e apprezzate. Ogni stagione si sviluppa nell’arco di 15 episodi, ciascuno dei quali copre un’ora di un singolo turno di lavoro nel reparto di emergenza. È una scelta narrativa coraggiosa che ricorda i fasti di ER, la serie che ha reso Wyle una star televisiva negli anni Novanta, ma con un approccio ancora più radicale nella gestione del tempo reale. La seconda stagione, ambientata durante il fine settimana del 4 luglio, ha fatto un salto di dieci mesi rispetto alla prima. Secondo le parole di Wyle, questo intervallo potrebbe essere stato eccessivo, e il team creativo sta valutando un approccio più ravvicinato per mantenere una maggiore continuità narrativa tra le stagioni.

Lo showrunner R. Scott Gemmill, con il tipico humor canadese che Wyle ha scherzosamente sottolineato sul red carpet, aveva suggerito Halloween come possibile ambientazione futura. “Basta fare una domanda a un canadese e lui risponde. È incredibile“, ha commentato divertito Wyle, aggiungendo con ironia: “Ha questo costume da Krampus che vuole indossare sul set“. Il successo di The Pitt va oltre i numeri degli ascolti. La serie si presenta ai Golden Globes con due nomination di peso: miglior serie televisiva drama e miglior attore protagonista in una serie drama per Noah Wyle. Un riconoscimento che arriva a distanza di trent’anni dalle nomination ottenute con ER, un’emozione che l’attore descrive con sincera gratitudine.

Non so nemmeno come descriverlo se non dicendo che non pensavo che un fulmine potesse colpire due volte nella mia vita a distanza di trent’anni“, ha confessato Wyle. “Essere invitato ancora una volta a tutti questi eventi meravigliosi, con un po’ di saggezza e prospettiva per capire davvero quanto sia speciale e raro, è il regalo più grande“. L’annuncio del rinnovo per una terza stagione è arrivato direttamente da Casey Bloys, chairman e CEO dei contenuti di HBO e HBO Max, durante la proiezione della première. Una conferma che testimonia la fiducia della rete in un progetto che ha saputo ritagliarsi uno spazio distintivo nel panorama dei medical drama contemporanei, un genere saturo ma sempre capace di catturare l’attenzione del pubblico quando fatto con autenticità e visione.

Mentre i fan iniziano a gustare la seconda stagione, il team creativo è già al lavoro per mappare le idee della terza. L’approccio più compresso temporalmente potrebbe permettere di esplorare con maggiore continuità l’evoluzione dei personaggi e le conseguenze delle scelte compiute durante i turni precedenti. In un format dove ogni minuto conta e ogni decisione può fare la differenza tra la vita e la morte, anche il modo in cui il tempo scorre tra una stagione e l’altra diventa un elemento narrativo cruciale.


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