Sardegna

Cinghiali nel Sinis: “Piano fermo, servono tempi certi e risposte ufficiali dal presidente della Provincia”

Cabras

La consigliera del Campo Largo, Laura Celletti, presenta un’interrogazione per chiedere un cronoprogramma

“Il piano di contenimento dei cinghiali nel territorio del Comune di Cabras, in particolare nelle borgate di San Giovanni di Sinis e Funtana Meiga, risulta ancora fermo nonostante fosse già operativo prima della pausa estiva nei mesi di aprile e maggio. Una situazione che continua a creare rischi per la pubblica sicurezza, danni alle attività della ristorazione, rischi per le aree archeologiche, problemi alla raccolta dei rifiuti urbani e danni alle attività agricole”, denuncia la consigliera provinciale del Campo Largo, Laura Celletti, che ha presentato una interrogazione consiliare.

Celletti ricorda come “lo scorso mese di ottobre la Fondazione Mont’e Prama segnalava la presenza di cinghiali all’interno dell’area archeologica di Tharros, riferendo che gli animali, oltre ad aprire varchi nella recinzione installata dalla Fondazione negli anni recenti, stavano provocando danni significativi alle strutture antiche. La conservazione del sito risulta concretamente a rischio, così come l’integrità di alcuni interventi moderni, in particolare l’impianto di illuminazione. Gli operatori del sito hanno inoltre rilevato la presenza dei cinghiali anche durante l’orario di visita, con conseguenti preoccupazioni per la sicurezza e per l’esperienza del pubblico”.

La consigliera ricorda anche che “il sindaco di Cabras, il 24 ottobre, scriveva alla Provincia segnalando la gravità della situazione e chiedendo la riattivazione delle misure di contenimento adottate con successo nel corso del 2025, senza ricevere una risposta formale”.

A conferma della criticità del problema, il 5 novembre scorso si è svolto un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura, convocato dal Prefetto proprio per affrontare l’emergenza cinghiali nel Sinis.

“Durante il Consiglio provinciale del 16 dicembre scorso ho chiesto chiarimenti al Presidente della Provincia sullo stato di attuazione del piano”, dichiara Celletti. “In quella sede ho richiamato anche la segnalazione della Fondazione Mont’e Prama, evidenziando come la presenza di cinghiali in un sito di valore storico e culturale come Tharros rappresenti un problema serio e non più rinviabile. Il Presidente ha risposto affermando che erano in corso le operazioni di posizionamento delle gabbie, a seguito di un monitoraggio tramite droni, e che all’interno di Tharros fosse presente un solo cinghiale. Tuttavia, a distanza di settimane, non risulta alcuna comunicazione formale al Comune di Cabras né un’indicazione chiara sui tempi di ripartenza del piano”.

“Nonostante le richieste formali e i passaggi istituzionali, si continua a non avere un programma operativo definito e chiaro, perché la Provincia, unico soggetto a poter e dover operare ai sensi di legge, non si esprime né coordina le attività. Negli interventi della scorsa primavera è stata garantita la buona collaborazione con il sindaco, il prefetto e il questore, così come l’efficace operatività dei coadiutori della Provincia di Oristano, dei tecnici dell’Agenzia Forestas, delle forze dell’Ordine, del Corpo Forestale e della Asl di Oristano”.

“Visti gli importanti risultati ottenuti solo sei mesi fa”, prosegue la consigliera, “appare chiaro che l’inerzia attuale ricada su chi oggi amministra la Provincia di Oristano, sul Presidente della Provincia che dovrebbe uscire dall’incertezza e garantire la continuità amministrativa, il coordinamento e l’efficace collaborazione tra gli enti coinvolti. Denuncio il fatto che la presenza incontrollata dei cinghiali rappresenta un rischio concreto per chi percorre la provinciale n.7 per San Giovanni di Sinis, rischi e danni per l’area di Tharros, pericolo e pesanti problematiche per le borgate di San Giovanni di Sinis e Funtana Meiga e gravi danni per l’agricoltura”.

“Le soluzioni, anche se naturalmente tutto si può migliorare, sono già state sperimentate”, conclude Celletti. “Il piano di contenimento esiste ed è sufficiente riprenderne l’attuazione, definendo tempi certi e mettendo tutti i soggetti nelle condizioni di agire. Chiedo quindi al Presidente Paolo Pireddu un atto di responsabilità: uscire dall’ambiguità, indicare un cronoprogramma preciso e condividerlo ufficialmente con il Comune e la Prefettura affinché il piano di contenimento possa finalmente ripartire”.

Laura-Celletti

Laura Celletti

Sabato, 10 gennaio 2026

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