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Millie Bobby Brown davanti alla fine di Undici in Stranger Things

Millie Bobby Brown stava guardando una scena che conosceva già a memoria. Eppure, quando sullo schermo è arrivato il finale di Undici, qualcosa è cambiato: per la prima volta, l’attrice ha visto la conclusione del suo personaggio così come la vedranno gli spettatori di Stranger Things. Ed è lì che sono arrivate le lacrime.

Lo racconta in un’intervista a Entertainment Weekly, parlando dell’impatto emotivo che ha avuto rivedere la scena finale della quinta stagione, quella che segna l’addio definitivo a una serie iniziata quando aveva poco più di dieci anni. Brown racconta cosa vuol dire guardare dall’esterno una parte della propria vita che, per quasi un decennio, è stata scandita da un solo nome: Undici.

STRANGER THINGS 5 Millie Bobby Brown Eleven undici

Millie Bobby Brown nei panni di Undici nella stagione finale di Stranger Things.

COURTESY OF NETFLIX

L’attrice spiega che, sul set, il distacco era già avvenuto. Le riprese erano finite, i saluti c’erano stati, il lavoro era concluso. Ma vedere il montaggio definitivo ha dato a quella fine un peso diverso. La musica, il ritmo delle immagini, il silenzio che accompagna l’ultima scena hanno trasformato qualcosa di tecnico in un’esperienza personale. «Ho pianto», racconta, spiegando che non se lo aspettava.

Brown torna anche sul rapporto con i fratelli Duffer, che hanno seguito il suo percorso dall’inizio e che hanno costruito il finale pensando prima ai personaggi che all’effetto. La chiusura di Stranger Things, dice, è coerente con ciò che la serie è sempre stata: una storia di crescita, di legami e di identità che si formano sotto pressione.

Rivedere Undici oggi significa anche fare i conti con il tempo. Brown parla apertamente della distanza tra la bambina che entrava per la prima volta sul set e l’attrice adulta che oggi produce, lavora su nuovi progetti e ha una vita pubblica completamente diversa. Guardare quella scena è stato come incontrare una versione passata di sé, senza nostalgia forzata ma con una consapevolezza nuova.

C’è spazio anche per il racconto del clima sul set, diventato negli anni una sorta di famiglia allargata. Per Brown, la fine della serie non è solo la conclusione di un lavoro, ma la chiusura di un capitolo umano. «È stata una parte enorme della mia vita», spiega, sottolineando quanto sia raro, nel mondo dello spettacolo, crescere insieme a un personaggio davanti agli occhi del pubblico.


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