Società

Papa Leone incontra i giovani di Roma: “Una vita di link senza relazione ci delude, siamo fatti per la verità e il bene”

Il Pontefice ha incontrato i ragazzi romani in Aula Paolo VI e sul sagrato di San Pietro. Il discorso ha affrontato i temi della solitudine digitale, dell’amicizia e della ricerca di senso nella vita dei giovani contemporanei.

Il messaggio contro la solitudine digitale e l’invito alla relazione autentica

Papa Leone ha sottolineato la differenza tra connessioni virtuali e relazioni autentiche durante l’incontro con i giovani romani. Il Pontefice ha affermato che “una vita di link senza relazione o di like senza affetto ci delude, perché siamo fatti per la verità”. Il Papa ha osservato che l’essere umano è fatto per il bene, ma le maschere del piacere usa-e-getta tradiscono il desiderio profondo di autenticità. Leone ha invitato i ragazzi a non farsi illusioni sul mondo che li attende.

Il Papa ha spiegato che la pubblicità ha più audience della testimonianza perché deve vendere qualcosa da consumare, mentre la testimonianza vuole costruire amicizie sincere. Il Pontefice ha confidato ai giovani una telefonata avuta poco prima con la nipote, che gli aveva chiesto come facesse a gestire le preoccupazioni del mondo senza sentirsi solo. Leone ha risposto che la sua risposta erano proprio i giovani presenti, perché nessuno è veramente solo.

La citazione di Quasimodo e il richiamo alla fraternità

Il Papa ha citato i versi del poeta Salvatore Quasimodo per descrivere la condizione dell’uomo contemporaneo: “Ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole: / ed è subito sera”. Leone ha spiegato che quello che sembrerebbe un destino senza scampo rappresenta in realtà un richiamo a destarsi. Il Pontefice ha sottolineato che l’unica terra sostiene tutti gli esseri umani e uno stesso sole illumina ogni cosa. Il raggio che trafigge l’animo non è una luce intermittente, ma il Sole di giustizia che è Cristo.

Il Papa ha esortato i giovani a non lasciarsi appannare dal grigiore che spesso accompagna la vita. Leone ha spiegato che quando questo grigiore appanna i colori della vita, si può essere isolati anche in mezzo a tante persone. Il Pontefice ha ricordato che il creato ci indica che non siamo soli: il mondo è fatto di legami tra tutte le cose.

La preghiera come atto concreto e la chiamata alla santità

Papa Leone ha indicato la preghiera come l’atto più concreto che il cristiano può compiere per il bene di chi gli è accanto. Il Pontefice ha spiegato che pregare è un atto di libertà che spezza le catene della noia, dell’orgoglio e dell’indifferenza. Leone ha consigliato ai giovani di agire con letizia e tenacia, sapendo che per cambiare la società occorre anzitutto cambiare se stessi. Il Papa ha espresso il suo desiderio per i ragazzi durante le preghiere: una vita buona e vera, secondo la volontà di Dio.

Leone ha affermato di sperare per tutti una vita santa, perché vive davvero chi vive con Dio, autore e salvatore della vita. Il Pontefice ha ricordato le parole pronunciate durante il Giubileo dei giovani a Tor Vergata, quando Francesco aveva accostato due espressioni apparentemente contrarie: “siamo persi” e “siamo pieni”. Leone ha spiegato che questa descrizione rende bene la situazione di chi ha tanto ma non l’essenziale. Il Papa ha concluso affermando che l’amicizia può veramente cambiare il mondo, diventando strada verso la pace.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »