Il designer di iPhone Air ha preferito una startup AI ad Apple: cos’è Hark
L’addio del designer Abidur Chowdhury da Apple, figura nevralgica dell’azienda, ha attirato molta attenzione, soprattutto dopo la sua apparizione durante l’evento di settembre dedicato a iPhone Air, di cui ne ha curato il design. Ora emerge che Chowdhury ha raggiunto Hark, una nuova realtà dell’ambito IA che si sta muovendo in silenzio ma con risorse notevoli.
Nei primi mesi di attività, la startup ha iniziato ad attirare figure di primo piano dal settore tecnologico, alimentando curiosità su un progetto che resta ancora in larga parte avvolto nel riserbo.
Secondo quanto emerso, Hark nasce sotto la guida di Brett Adcock, già amministratore delegato di Figure AI, e può contare su un finanziamento iniziale di 100 milioni di dollari provenienti dal capitale personale dello stesso Adcock. La società mira a sviluppare soluzioni di intelligenza artificiale definite come human centric, un’espressione che, per ora, resta priva di una descrizione operativa chiara.
Un documento interno visionato da una testata statunitense indica che l’obiettivo è creare sistemi capaci di pensare in modo proattivo, migliorarsi nel tempo e porsi in relazione con le persone. Nelle ultime ore, il primo cluster di GPU della startup è entrato in funzione, anche se non sono noti né le dimensioni né le capacità effettive dell’infrastruttura.
Parallelamente, Bloomberg segnala che Hark ha già assunto decine di ingegneri provenienti da aziende come Google, Meta e Amazon, con l’intenzione di arrivare a 100 persone entro la prima metà dell’anno. Il percorso di crescita appare quindi già ben avviato, nonostante la totale assenza di un prodotto annunciato o di una roadmap pubblica.
Il settore dell’hardware basato su IA ha vissuto fasi altalenanti. Realtà come Humane, Rabbit, Limitless e Bee hanno faticato a trovare uno spazio stabile, mentre Meta ha ottenuto risultati più solidi con gli occhiali sviluppati insieme a EssilorLuxottica, complice il momento in cui il mercato ha iniziato a interessarsi ai modelli linguistici.
Anche OpenAI ha confermato di lavorare su una linea di dispositivi, pur precisando che non includerà auricolari o prodotti indossabili.
La crescita di Hark aggiunge un nuovo tassello a un panorama in continuo movimento, in cui resta da capire quale direzione prenderà questa idea di intelligenza artificiale human centric e quale spazio riuscirà a ritagliarsi. Chiudere il cerchio non è semplice, ma il progetto si sta muovendo con una determinazione evidente.
Source link




