Pietracatella in lutto, il vescovo: “La morte non è mai giusta, Sara e Antonella continuano a vivere nel ricordo” | isNews
Le parole di Biagio Colaianni pronunciate nella funzione funebre svolta nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. La comunità del paese e il Molise intero si sono stretti intorno alla famiglia Di Vita
CAMPOBASSO. Una famiglia e una comunità in lacrime al funerale di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua mamma Antonella Di Ielsi, morte il 27 e il 28 dicembre per una tossinfezione letale.
Un dolore al quale ha cercato di dare una risposta l’arcivescovo di Campobasso-Bojano Biagio Colaianni, che ha celebrato la funzione funebre nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli di Pietracatella, insieme al parroco del paese don Stefano Fracassi. Chiesa e piazzale gremiti di persone, tra parenti, amici, rappresentanti delle istituzioni locali e compagni di scuola della giovane Sara.
Sul sagrato della chiesa decine di ragazze e ragazzi in lacrime, alcuni di loro hanno a lungo abbracciato la bara della loro compagna. “Saretta, con il tuo sorriso perfetto vivi ancora in noi, non solo nei ricordi ma nel cuore”, hanno scritto in un manifesto i compagni del Liceo Classico ‘Mario Pagano di Campobasso. All’uscita delle bare di Sara e Alessandra il lancio di palloncini bianchi e rossi e le note di ‘Forever young’.
“La fede non chiarisce tutto, non elimina i dubbi, ma consola e sostiene, permette di camminare anche se con fatica – le parole del vescovo – Dio non abbandona. Chiediamo consolazione per i familiari di Sara e Antonella”.
“La morte non è mai giusta – ha aggiunto il vescovo – è una ferita indelebile. Non c’è una risposta che possa spiegare o giustificare. Ma Sara e Antonella continuano a vivere presso Dio. Grazie alla fede continuano ad essere presenti e vive”.
All’uscita dalla chiesa palloncini bianchi e un lungo applauso per l’addio. Sul sagrato della chiesa decine di ragazze e ragazzi in lacrime, alcuni di loro hanno a lungo abbracciato la bara della loro compagna. “Saretta, con il tuo sorriso perfetto vivi ancora in noi – hanno scritto in un manifesto i compagni del Liceo Classico – non solo nei ricordi ma nel cuore“.
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