blitz dei “caschi bianchi”, quattro denunce
Sembrava un semplice gioco di strada, uno dei tanti spettacoli improvvisati che animano il passeggio serale su via del Corso. In realtà era una truffa ben orchestrata, studiata nei minimi dettagli.
Nella serata di ieri gli agenti dell’Unità SPE (Sicurezza Pubblica Emergenziale) hanno interrotto l’attività di quattro cittadini dell’Est Europa, colti in flagrante mentre mettevano in scena il collaudato raggiro delle “tre campanelle”.
Un copione rodato, che non lascia spazio al caso. Altro che gioco d’azzardo: qui la vincita è impossibile.
La pallina di spugna, hanno accertato gli agenti, viene abilmente compressa tra le dita del “croupier”, sparendo di fatto sotto i bicchierini e rendendo vano ogni tentativo dello scommettitore. Una truffa pura, mascherata da sfida di abilità.
Fondamentale il ruolo dei complici. Due dei fermati si fingevano clienti, simulando vincite facili e attirando l’attenzione dei passanti.
A gestire il denaro era invece una donna, in stato di gravidanza, incaricata di custodire i contanti per evitare che venissero trovati addosso agli uomini in caso di controlli.
L’intervento della polizia ha permesso di soccorrere anche le vittime del raggiro: due turiste calabresi che avevano appena perso 300 euro, convinte di poter raddoppiare la somma in pochi istanti.
Nel complesso sono stati sequestrati 1.125 euro in contanti, ritenuti il provento della truffa messa a segno nel corso della serata.
I quattro, tutti già noti alle forze dell’ordine per precedenti analoghi, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria.
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