Umbria

Sir Susa Scai, il reparto schiacciatori è una garanzia ma il futuro resta aperto


di Carlo Forciniti

Difficile chiedere di più. Il pacchetto schiacciatori della Sir Susa Scai è un mix di talento, imprevedibilità, efficacia. Oleh Plotnytskyi e Kamil Semeniuk, Yuki Ishikawa e Donovan Dzavoronok compongono un reparto di estrema affidabilità. Un ucraino, un polacco, un giapponese, un ceco. Detta così sembra una barzelletta che no, non fa certo ridere gli avversari di Perugia che alternativamente si trovano dall’altra parte della rete almeno due martelli di certificato livello.

Talento puro Plotnytskyi è il classico giocatore in grado di cambiare l’inerzia di ogni partita da un momento all’altro. Un paio di battute delle sue possono girare – e hanno già girato nel recente passato e non solo – anche i match più complessi. Appena una decina mal contata di giorni fa, l’ex Monza si è preso la scena contro la Lube nei quarti di finale di Coppa Italia. Lo ha fatto in particolare al servizio, rivelatosi un’arma letale per la difesa dei cucinieri. Il numero 17 – che nel suo campionario non ha solo la pericolosità dai 9 metri – è il più imprevedibile e talentuoso del quartetto, anche per via dei colpi mancini che sono sempre difficili da leggere per chi si trova a ricevere e a difendere. Come è normale che sia, Plotnytskyi piace a tanti club. Ma il rinnovo del contratto che scade a giugno 2026 sarebbe comunque un’opzione. Nelle prossime settimane se ne capirà di più.

Continuità Kamil Semeniuk è il manifesto della continuità. L’equilibratore della Sir, bravo a fare il lavoro “sporco” ma allo stesso tempo non ha problemi a prendersi la scena. Freddo nei momenti più caldi. Non è un caso che tra i tanti trofei messi in bacheca in carriera, abbia vinto tre Champions League. Nel successo contro il Las Palmas, Lorenzetti lo ha preservato a lungo, cercando di farlo rifiatare il più possibile. Semeniuk viene da un ottimo periodo di forma. Nelle quattro partite precedenti all’impegno europeo, è andato sempre in doppia cifra. In alcuni casi anche abbondante. E al recente Mondiale, è forse stato l’Mvp mascherato della finale.

Mossa giusta Erano i primi giorni di giugno quando la società del patron Sirci annunciava la firma di Donovan Dzavoronok. Un veterano del volley italiano, dall’usato sicuro. Aveva bisogno di tempo, il ceco, per recuperare da un infortunio. Nessuno gli ha messo fretta. Nel corso della stagione, ha cominciato a bagnare il taraflex spendendosi inizialmente solo in battuta. Poi ha rotto il ghiaccio cominciando a giocare davvero. E gara dopo gara, Dzavoronok ha convinto sempre di più. Al punto di essere ormai diventato il terzo martello nelle gerarchie di coach Lorenzetti.

Alti e bassi Anche per via del rendimento di Ishikawa. Alla seconda stagione in maglia bianconera, il giapponese sta vivendo qualche alto e basso di troppo. Se vogliamo, la cartina di tornasole della sua stagione è la già citata partita che Perugia ha vinto contro il Guaguas. L’ex Milano ha faticato per buona parte del match, per poi ritrovare incisività al tie break dove ha recitato un ruolo importante per permettere alla squadra di spuntarla sugli spagnoli. Un anno fa di questi tempi, il numero 14 aveva vinto già per 5 volte il premio di Mvp. Quest’anno non è mai stato nominato il miglior giocatore di una partita. Un dato – quello relativo all’Mvp – che è più giornalistico che altro, ma che in qualche modo aiuta ad inquadrare la differenza di rendimento tra questa e la scorsa annata.

E ora? Come impone il periodo della stagione, a inizio anno si sprecano le voci di mercato che rimbalzano ovunque e che legano squadre e giocatori di diversi campionati. Nell’estate del 2024 lo Ishikawa si è legato al club bianconero fino al 2026. Si vocifera da tempo di un prolungamento, ma anche che Milano si stia muovendo per provare a capire se ci siano i margini per riportarlo all’Allianz Cloud. Accostamenti, sondaggi, voci come quelli che riguardano il futuro di Wassim Ben Tara e Ferre Reggers. In casa Sir le grandi manovre per il 2026-2027 sono iniziate. Il reparto schiacciatori di quest’anno è di certificato livello. A prescindere dagli eventuali cambiamenti previsti per la prossima stagione, la certezza è una sola: il quartetto dei martelli sarà all’altezza del blasone di una squadra che per costituzione ambisce sempre a primeggiare. In Italia. In Europa. Nel Mondo.

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