Iran in fiamme, Khamenei: «Non cederemo, Trump tiranno». Oltre 50 morti
Monito della Guida suprema iraniana contro le proteste anti regime che dilagano nel Paese da 13 giorni. «La Repubblica Islamica non cederà di fronte ai sabotatori», avverte Ali Khamenei in un discorso trasmesso dalla tv di Stato, accusando i manifestanti di voler compiacere Donald Trump e affermando che il presidente Usa verrà abbattuto «come tutti i tiranni».
Secondo Khamenei il presidente statunitense ha «le mani sporche con il sangue degli iraniani». L’accusa è quella di avere ordinato gli attacchi durante la Guerra dei 12 giorni tra Israele e Iran durante la scorsa estate. Anche il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ha accusato gli Usa e Israele di essere coinvolti nelle rivolte. «Stanno cercando di trasformare le proteste pacifiche in proteste divisive e violente», ha detto il capo della Diplomazia di Teheran durante una visita a Beirut, minimizzando sull’ipotesi di un intervento militare dall’esterno, «perché i loro precedenti tentativi sono stati un fallimento totale».
L’Iran è ancora offline dopo il blackout di internet imposto dalle autorità nel tentativo di reprimere le proteste. Allarme dell’Ue che chiede di ripristinare le comunicazioni. La NobelShirin Ebadi teme «un massacro» durante l’oscuramento. Il blocco di internet «non è un guasto tecnico… è una tattica», avverte l’attivista in esilio sul suo account Telegram, aggiungendo di aver ricevuto informazioni secondo cui centinaia di persone sarebbero state trasportate in un ospedale di Teheran con «gravi lesioni oculari» causate da colpi di pistola ad aria compressa.
Secondo la Ong Iran Human Rights, oltre 50 persone sono state uccise finora. Teheran minaccia la forca per i manifestanti. Il figlio dello scià Reza Pahlavi si appella a Trump e sollecita lo sciopero generale nel Paese: «Sono certo che, rendendo la nostra presenza in piazza più concentrata e, allo stesso tempo, interrompendo i canali finanziari, rovesceremo completamente la Repubblica Islamica e il suo logoro e fragile meccanismo di repressione».
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