Pensioni di invalidità civile, boom del 6,2% dopo la fine del Reddito di Cittadinanza: per molte famiglie del Sud unica forma di sostegno disponibile. I numeri del CGIA

La spesa per le pensioni di invalidità ha raggiunto i 34 miliardi di euro nel 2024, con una netta distinzione tra le prestazioni previdenziali (13 miliardi) e quelle civili (21 miliardi).
L’Ufficio studi della CGIA ha rilevato un andamento divergente tra le due tipologie di assegni: le prestazioni previdenziali hanno subito una riduzione del 14,5% tra il 2020 e il 2024, mentre le pensioni di invalidità civile hanno registrato un aumento del 7,4% nello stesso periodo. Il dato più significativo riguarda il biennio 2022-2024, dove si concentra un incremento del 6,2% delle prestazioni civili, periodo che coincide con la cessazione del Reddito di Cittadinanza.
Al 31 dicembre 2024 gli assegni totali ammontavano a 4.313.351 unità, di cui 899.344 prestazioni previdenziali e 3.414.007 di natura civile.
Il Mezzogiorno registra l’aumento più marcato con 124.933 nuovi assegni
Il Mezzogiorno ha registrato la crescita più elevata nel numero delle prestazioni di invalidità civile tra il 2020 e il 2024, con una variazione del 8,4% pari a 124.933 assegni aggiuntivi. La CGIA sottolinea che il 7,2% di questo incremento si è concentrato tra il 2022 e il 2024, dopo l’abolizione del Reddito di Cittadinanza.
La distribuzione territoriale evidenzia una disparità significativa: il Mezzogiorno conta 19,7 milioni di abitanti contro i 26,3 milioni del Nord, ma presenta 500.000 invalidi civili in più rispetto alle regioni settentrionali. Nel 2024 quasi la metà della spesa complessiva per le pensioni di invalidità civile (il 46,6% dei 21 miliardi totali) viene erogata nel Mezzogiorno.
La Campania riceve l’importo annuale più elevato con 2,73 miliardi di euro, cifra superiore ai 2,67 miliardi destinati alla Lombardia, regione con una popolazione quasi doppia. L’importo mensile medio nazionale si attesta a 501 euro.
La Calabria guida la classifica regionale con il 13,2% di incidenza sulla popolazione
La Calabria presenta l’incidenza più elevata di prestazioni di invalidità complessive (previdenziali e civili) con il 13,2% sul totale degli abitanti. Seguono la Puglia con l’11,6%, l’Umbria con l’11,3% e la Sardegna con il 10,7%. Le regioni del Nord chiudono la classifica: Piemonte, Lombardia e Veneto registrano tutte il 5,1%. A livello provinciale Reggio Calabria detiene il primato con 14,99 prestazioni erogate ogni 100 abitanti, seguita da Lecce con 14,24 e Crotone con 13,88.
Le province meno interessate dal fenomeno sono Prato (3,89%), Firenze (4,12%) e Trieste (4,39%). La Puglia ha registrato tra il 2020 e il 2024 l’incremento percentuale più elevato con un aumento del 14,1%, seguita dalla Basilicata con il 12,2% e dalla Calabria con l’11,9%. La Toscana e il Friuli Venezia Giulia hanno contenuto la crescita rispettivamente al 2,7% e al 2,6%.
La CGIA rileva che “l’abolizione del Reddito di Cittadinanza ha lasciato vulnerabile una fascia della popolazione caratterizzata da difficoltà occupazionali strutturali” e che “l’aumento delle pensioni di invalidità civile potrebbe aver rappresentato per molte famiglie l’unica forma concreta di sostegno economico disponibile”.
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