Bari, protesta dei lavoratori call center Enel: “A casa in 2.500”
Rischio licenziamenti per 2.500 lavoratori dei call center di Enel in Puglia. Questa mattina, 8 gennaio, la manifestazione di protesta davanti la sede regionale dell’azienda. In piazza gli operatori impiegati tra Bari, Lecce e Taranto, che denunciano quello che definiscono un licenziamento mascherato. Nel mirino dei sindacati, Cgil Cisl e Ugl, il nuovo bando di gara per il servizio di customer care. Secondo le organizzazioni dei lavoratori, il bando consentirebbe di aggirare la clausola sociale e i vincoli di territorialità, mettendo a rischio i posti di lavoro. Il pericolo concreto è che centinaia di addetti, molti con contratti part-time involontari da 20 ore settimanali, siano costretti a trasferimenti anche oltre i cento chilometri pur di non perdere il posto.
Ma a far scattare l’allarme rosso è soprattutto l’introduzione massiccia dell’intelligenza artificiale. Dal secondo anno di gara, denunciano i sindacati, verrebbero premiate economicamente le aziende che riducono il numero di operatori grazie ad automazione e IA, svuotando di fatto la clausola sociale di ogni valore. Una scelta giudicata “eticamente inaccettabile” per un’azienda a partecipazione pubblica. Le sigle parlano di un meccanismo studiato per garantire formalmente la continuità occupazionale, ma che nei fatti scarica il peso degli esuberi sui lavoratori. Da qui l’appello diretto al governo e ai ministeri competenti: il ministero dell’Economia, primo azionista di Enel, non può restare in silenzio.
Dal canto suo, Enel chiarische che “al momento non è stata indetta alcuna gara per queste attività. Pertanto, le preoccupazioni espresse da alcune sigle sindacali non hanno fondamento”. Enel sottolinea che il bando di assegnazione più recente ha invece riguardato le attività di back office, nel quale è stata inclusa la clausola di salvaguardia occupazionale (cosiddetta Clausola Sociale) volta a tutelare la continuità lavorativa del personale impiegato. In aggiunta, è stato previsto un meccanismo premiante sia per l’assorbimento su altre commesse dei dipendenti eventualmente in esubero, sia per l’applicazione di forme di lavoro agile. Per Enel la tutela delle persone è un principio centrale – riferisce ancora Enel con una nota – per questo l’azienda ha adottato misure concrete a difesa dell’occupazione, migliorative anche rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi di settore, in merito alla gestione dell’assorbimento del personale da parte del fornitore subentrante.





