Decaro, primo atto sulla sanità: intramoenia e liste d’attesa
Prima di tutto la sanità. A poco più di 24 ore dalla proclamazione, il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha predisposto insieme agli uffici regionali il primo provvedimento del suo mandato, relativo all’abbattimento delle liste d’attesa. Sarà adottato nelle prossime ore. Confermati sostanzialmente i contenuti annunciati in campagna elettorale, inseriti in un contesto ben più ampio, che prevede ulteriori misure per ridurre i tempi delle liste d’attesa: non solo la possibilità di ampliamento degli orari, ma anche ulteriori misure. Il presidente Decaro, quindi, dispone che le aziende sanitarie, entro 15 giorni dall’adozione del provvedimento, presentino un piano sperimentale per abbattere le liste d’attesa, piano che deve partire il primo febbraio ed esaurirsi entro il 30 giugno. Questa decisione nasce dal report di monitoraggio della Regione Puglia, che ha fatto emergere criticità per le prestazioni urgenti e brevi: per tale motivo il presidente ha dato priorità proprio a queste prescrizioni.
Il provvedimento che sarà adottato a breve indica la possibilità di aprire in forma straordinaria gli ambulatori specialistici e di diagnostica, fino alle 23 e nei fine settimana, e le Aziende sanitarie potranno proporre anche soluzioni alternative ed efficaci, al fine di raggiungere l’obiettivo. Non solo, però: il presidente ha disposto che le Aziende sanitarie presentino una relazione di verifica dell’equilibrio fra le prestazioni professionali istituzionali e quelle intramoenia (attività libero professionale nelle strutture pubbliche) condotte dai medici: in caso di violazione, scatteranno le sanzioni previste dalla legge, fino alla sospensione dell’attività intramuraria.
Il punto di partenza del provvedimento è l’appropriatezza prescrittica (indagine diagnostica, visita medica e ricoveri), dato che da uno studio ARESS è emerso che circa il 40% delle prescrizioni di radiodiagnostica (Tac e risonanza magnetica) risulta potenzialmente inappropriato. Pertanto, nel provvedimento è previsto che entro il 10 di ogni mese (e per i 5 mesi di sperimentazione) saranno verificate le prescrizioni effettuate dai medici, per evitare che prescrizioni non appropriate possano intasare le liste d’attesa.
A prendere parte alla riunione che ha portato al provvedimento, insieme con il presidente Decaro, c’erano Davide Pellegrino (capo di gabinetto), Rossana Lanza (capo avvocatura), Vito Montanaro (capo dipartimento Salute) e Lucia Bisceglia (direttrice generale ARESS).
A latere del provvedimento, il presidente Decaro ha nominato con proprio decreto il capo di Gabinetto, Davide Pellegrino, la portavoce Aurelia Vinella, e il capo dell’Avvocatura regionale, Rossana Lanza.






