Piemonte

Addio al “lottatore” Guido Nasi, muto e tetraplegico dopo un’aggressione a Dublino nel 1999


Guido Nasi ripeteva sempre di essere morto la prima volta nel 1999, a 17 anni, quando era stato aggredito a Dublino, dove era andato per un corso di inglese, da un rapinatore che lo aveva colpito in testa a colpi di bottiglia. Era stato 45 giorni in coma e al risveglio aveva scoperto di essere muto e tetraplegico: da allora era stato condannato alla sedia a rotelle, poteva muovere solo un po’ la mano sinistra e comunicava con un tablet particolare. Il 7 gennaio Guido Nasi è morto davvero, a 43 anni.

La sua dolorosa condizione di vita non gli aveva impedito però di continuare a studiare, prima allievo del liceo classico Gioberti, poi aveva frequentato Scienze matematiche. Appassionato di astrofisica, era anche scrittore e autore di poesie e racconti. In particolare aveva consegnato a Il lottatore (Golem edizioni, 2019), autobiografia realizzata insieme con lo scrittore Massimo Tallone, tutta la sofferenza, ma anche l’ironia e la testardaggine, che hanno contraddistinto la sua esistenza segnata dal trauma che aveva riportato.

L’uomo che lo aggredì, dopo aver scontato otto anni di carcere per rapina e tentato omicidio, è oggi libero, Non aveva mai chiesto scusa al giovane, ma la storia di Nasi aveva suscitato molta commozione e solidarietà in Irlanda, dove vennero organizzate diverse raccolte fondi da parte dei cittadini oltre a un risarcimento statale.


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