Società

Carriera docenti, la svolta in Trentino: “Nessun concorso per la progressione”. Sistema flessibile con incarichi rinnovabili ogni 3 anni: “Se ti impegni cresci, se smetti perdi lo status”

L’assessora all’istruzione della Provincia di Trento, Francesca Gerosa, presenta entro fine gennaio il disegno di legge sulla riforma delle carriere docenti, ribattezzata “sviluppo professionale”.

Il nuovo modello si differenzia dalla proposta dell’ex assessore Mirko Bisesti che nella scorsa legislatura aveva suscitato perplessità nel mondo della scuola. L’assessora boccia i concorsi per la progressione: “I concorsi possono durare 8-10 anni e questo significa ingessare il Dipartimento istruzione”.

Il sistema prevede incarichi triennali rinnovabili basati sulla formazione e sul merito conquistato negli anni. “Saranno ruoli della durata di tre anni che poi dovranno essere confermati. Se ti impegni cresci, ma nel momento in cui non lo fai più, non continui a mantenere lo stesso status”, spiega Gerosa al Corriere della Sera. La riforma si propone di valorizzare tutti i docenti, superando il limite del 40% previsto dalla proposta.

Le tre aree di specializzazione per gli insegnanti

Il sistema introduce tre ambiti di sviluppo professionale per i docenti trentini. La prima area riguarda la governance e innovazione organizzativa, dedicata alla gestione delle risorse umane e strumentali. La seconda area si concentra sulla progettazione curriculare e metodologie didattiche. La terza area copre inclusione, equità e benessere scolastico.

L’assessora sottolinea un elemento centrale: “Vogliamo lasciare gli insegnanti nelle aule. È giusto che venga riconosciuto un livello di carriera anche a chi insegna, non solo a chi ha competenze organizzative o è un collaboratore del dirigente scolastico”. Il modello prevede maggiore retribuzione per chi svolge formazione specifica e un’ulteriore integrazione per chi ricopre incarichi diversi nell’organizzazione. I dirigenti scolastici saranno coinvolti nell’assegnazione degli incarichi.

La terza via trentina sul recupero delle carenze formative

Il 19 gennaio inizierà l’iter in commissione della proposta di legge sulle carenze formative, con approdo in aula previsto per il 24 febbraio. Il nuovo sistema introduce cicli biennali: l’ammissione al terzo e al quinto anno richiede la partecipazione obbligatoria alle attività di recupero.

“La maggior parte delle carenze degli studenti si concentra nel primo anno, vogliamo dare la possibilità ai ragazzi di ambientarsi e capire se la scelta fatta è quella corretta”, afferma Gerosa. Il registro elettronico includerà una sezione dedicata alla storia delle carenze dello studente.

La riforma prevede piani di recupero personalizzati durante l’anno nella specifica materia carente, senza gravare sulle famiglie. L’assessora annuncia un nuovo regolamento di valutazione con percorsi personalizzati a partire dalla primaria e l’avvio degli Stati generali della Scuola per aggiornare la legge.


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