Economia

Alimentare: Scoiattolo raddoppia la produzione con 10 milioni di investimenti green


Il Made in Italy alimentare ha trovato nel raviolificio Scoiattolo di Lonate Ceppino uno dei suoi casi di studio più emblematici. L’azienda fondata nel 1983 dai coniugi Umberto Belletti e Ebe Serri ha vissuto negli ultimi anni una metamorfosi che la sta trasformando da bottega artigianale a player globale della pasta fresca premium, con un fatturato stimato di 69 milioni di euro nel 2025 e un target di 80 milioni entro il 2026. Passaggio chiave è stato inoltre a febbraio 2025 il finanziamento Esg da 10 milioni di euro erogato da Intesa San Paolo attraverso un S-Loan legato al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità. Le risorse finanzieranno il raddoppio della capacità produttiva, l’installazione di 1.800 metri quadri di pannelli fotovoltaici e l’implementazione di tecnologie 5.0 per il controllo qualità. L’obiettivo dichiarato è una riduzione del 15% dei consumi energetici per chilogrammo di prodotto e il taglio degli scarti industriali.

Export al 75%: la ricetta del successo internazionale

Dalle 100 tonnellate al giorno di pasta fresca prodotte nello stabilimento varesino, il 70-80% prende la strada dell’export verso oltre 40 paesi. Partnership strategiche con colossi della grande distribuzione americana hanno consolidato la presenza oltreoceano, mentre accordi con numerose insegne del nord Europa e trattative in corso per Messico e Asia-Pacifico disegnano una mappa commerciale sempre più globale. “Vogliamo trasmettere 40 anni di amore per la pasta fresca con un’identità più audace e chiara”, dichiara Massimiliano Di Caro, direttore generale dell’azienda, raccontando il completo rebranding sul marchio realizzato sul finire del 2025 e curato dall’agenzia Robilant. Nuovo logo accostato a un colore di marca “giallo pasta”, payoff “Raviolificio di famiglia” e packaging totalmente rinnovato per quattro linee di prodotto: “I Senza Tempo”, “Gli Iconici”, “Le Ricette di Nonna Ebe” e “I Giganti”.

Innovazione 5.0 e qualità certificata

La trasformazione tecnologica è altrettanto radicale. Diversi i comparti completamente aggiornati in un’ottica 4.0, con un’evoluzione del paradigma precedente in diversi ambiti. Negli ultimi mesi del 2025, la parte logistica è stata potenziata e innovata con carrelli con tecnologia LGV per la movimentazione del prodotto finito inbound in cella refrigerata e tramite uno scambio dati in tempo reale tra WMS e gestionale di stabilimento: si sono così ottimizzati anche i flussi lato inventory e i tempi di preparazione commessa. Uno progetto rivoluzionario dove si integrano alla perfezione le innovazioni lato IT e quelle del nuovo plant del Raviolificio.

Il nuovo stabilimento da 10mila metri quadri, che sarà operativo nella parte produttiva a inizio 2026, integra i propri materiali costruttivi fotocatalitici anti-smog e sistemi di logistica interna per ridurre le emissioni da trasporto. La nuova linea produttiva, nell’impianto in fase di apertura, grazie a un sistema di efficientamento energetico ne permetterà inoltre la certificazione 5.0.

Il modello famiglia-sostenibilità

Particolare rilevanza assume il ritorno al controllo totalmente familiare dell’azienda. Dopo l’uscita del fondo Quadrivio nel 2016 la famiglia proprietaria Di Caro / Belletti ha riacquistato l’intero capitale sociale, decisione che ha preceduto la fase espansiva attuale. Una scelta controcorrente in un mercato che vede spesso le pmi eccellenti passare sotto il controllo di fondi internazionali.

La gamma prodotti si è arricchita con innovazioni premium brevettate nel processo industriale, come la linea ‘I Giganti’, ravioli extra size da 8×10 centimetri pensati per i consumatori pù raffinati, per mercati esteri e non solo. Ma anche nuovi ripieni come quelli che riprendono le origini del raviolificio, della sua famiglia e dei suoi ricordi: i tortelli con zucca e Parmigiano Reggiano e i tortelli con erbette e Parmigiano Reggiano della linea ùLe ricette di Nonna Ebeù ne sono un esempio. Oltre 250 ricette nel portafoglio, molte delle quali sviluppate su misura per catene distributive internazionali.

Le sfide del futuro

La forte dipendenza dall’export, pur rappresentando un punto di forza, espone l’azienda alle oscillazioni valutarie e alle tensioni commerciali internazionali. La volatilità dei prezzi del grano duro e la concorrenza di colossi come Giovanni Rana e altri produttori specializzati costituiscono ulteriori fattori di rischio da monitorare.

Tuttavia, la combinazione di innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e crescita internazionale posiziona Scoiattolo come caso emblematico di quella “quarta via” italiana che coniuga tradizione familiare e visione globale. Un modello che, dai ravioli di Lonate Ceppino, guarda alla conquista dei mercati mondiali senza perdere l’anima artigianale che ne ha fatto il successo.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »