Società

Il canto scompare dalle scuole secondarie: in Inghilterra il 57% degli istituti statali non lo pratica più, mentre Valditara rilancia la musica classica in Italia

La pratica del canto corale nelle scuole in Inghilterra si concentra quasi esclusivamente nel periodo natalizio, per poi scomparire durante il resto dell’anno scolastico.

Un’indagine condotta da Teacher Tapp su circa 10.000 docenti dimostra che il 57% degli insegnanti delle scuole secondarie statali non pratica mai il canto durante le assemblee, contro il 13% degli istituti privati secondari e il 4% delle primarie. Il 36% delle scuole secondarie statali non dispone nemmeno di un coro, mentre negli istituti privati questa percentuale scende all’8%.

Jackie Bowen, preside della East Manchester Academy, osserva che gli studenti delle secondarie trovano il canto “imbarazzante” o “poco cool” rispetto alle primarie. Le iscrizioni agli istituti a indirizzo musicale in Inghilterra sono calate del 25% negli ultimi quindici anni, fenomeno accelerato dall’introduzione dell’English Baccalaureate nel 2010 che privilegiava altre discipline.

In Italia

In Italia, nelle nuove Indicazioni Nazionali, c’è spazio per la musica: “Gli studenti rischiano di conseguire la maturità senza sapere chi sia Giuseppe Verdi. La musica classica è lo straordinario patrimonio che appartiene al nostro popolo” ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Il ministro, poi, ha sottolineato che la musica favorisce “lo sviluppo delle migliori abilità linguistiche” e “il potenziamento di memoria e concentrazione”. Parole che si sono tradotte anche in opere concrete: nelle scorse settimane, il Ministero ha stanziato 35 milioni di euro per potenziare i laboratori musicali e coreutici di tutti i licei italiani.

Le iniziative per rilanciare l’educazione musicale

In Gran Bretagna, intanto, si sta modificando il curriculum scolastico per facilitare l’offerta di materie artistiche, mentre il reclutamento di nuovi insegnanti di musica resta inferiore del 35% rispetto agli obiettivi. James Manwaring, presidente della Music Teachers Association, sostiene che ogni scuola dovrebbe avere un coro perché bastano “una stanza, qualcuno che lo diriga e gli studenti”.


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