Abruzzo

Chieti, gestione del cimitero e risanamento finanziario: i consiglieri chiedono chiarezza


«Chiedere risposte non è un atto burocratico, ma un dovere verso i cittadini di Chieti che pagano le tariffe al massimo consentito dalla legge a causa del dissesto». Con queste parole i consiglieri comunali di opposizione Mario De Lio, Stefano Costa e Damiano Zappone spiegano le ragioni dell’interrogazione urgente presentata sulla gestione dei servizi cimiteriali e sull’effettivo stato di attuazione del piano di risanamento finanziario del Comune.

L’iniziativa nasce, spiegano, «a seguito di un’approfondita verifica del Documento unico di programmazione, del Peg e delle ultime relazioni del Collegio dei revisori dei conti», da cui emergerebbero «discrepanze evidenti tra quanto dichiarato nei documenti programmatici e la realtà operativa e contabile».

Uno dei punti contestati riguarda i presunti risparmi indicati nel Dup 2025-2027. «Nel documento approvato dalla maggioranza si parla di un risparmio stimato di 80 mila euro annui derivante dalla riduzione del personale somministrato», ricordano i consiglieri. «Eppure i revisori scrivono chiaramente che il servizio cimiteriale continua a registrare una perdita netta. È indispensabile sapere dove siano finiti questi risparmi e perché non abbiano prodotto l’equilibrio finanziario richiesto».

Altro tema centrale è quello degli incarichi esterni. «Sono stati impegnati fondi pubblici per 9 mila euro per la redazione del Piano economico finanziario e per oltre 43 mila euro per un servizio di supporto amministrativo», sottolineano De Lio, Costa e Zappone. «A oggi, però, non si vedono risultati concreti, visto che la gara per l’affidamento in concessione a privati non è stata ancora bandita».

I consiglieri puntano poi l’attenzione sul caso delle lampade votive. «È inaccettabile che, a distanza di oltre un anno dal fallimento di Teateservizi, il Comune non sia ancora in possesso della banca dati», affermano. «Questa situazione impedisce all’Ente di incassare regolarmente i canoni spettanti, mentre la curatela fallimentare continuerebbe a percepire somme che appartengono alla comunità».

Nel mirino anche le prescrizioni ministeriali legate al dissesto. «Il decreto del ministero dell’Interno impone regole rigidissime per il risanamento», spiegano i consiglieri. «Se, come segnalano i revisori, mancano corrispondenze certe dei dati, il risanamento rischia di restare un miraggio».

Da qui la richiesta di chiarimenti immediati all’amministrazione. «Non possiamo accettare che si parli di risparmi sulla carta mentre i servizi essenziali restano in perdita e le banche dati fondamentali rimangono inaccessibili», ribadiscono. «L’amministrazione deve dire con chiarezza quali siano i tempi certi per la messa a gara del servizio cimiteriale e quali azioni legali intenda intraprendere per recuperare la gestione delle entrate».

Con l’interrogazione, i consiglieri chiedono inoltre di sapere se l’adeguamento delle tariffe agli indici Istat sarà pienamente operativo dal 1° gennaio 2026 e «garantisca che ogni euro risparmiato venga davvero utilizzato per ridurre il peso del dissesto sulla cittadinanza».


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