Capotreno ucciso, il sospettato Jelenic Marin era stato fermato e poi lasciato libero

Lo avevano fermato in stazione a Fiorenzuola, nel Piacentino. Lo avevano identificato e sapevano di avere davanti Jelenic Marin, 36enne di origine croata. Ma quello che non sapevano è che quell’uomo era appena diventato il principale sospettato dell’omicidio di Alessandro Ambrosio, il giovane capotreno accoltellato a morte qualche ora prima in stazione a Bologna. Così i carabinieri lo hanno lasciato libero, perché ancora non era stata diramata l’informativa di ricerca. E i militari non erano a conoscenza delle indagini che, circa 140 km scendendo la via Emilia, erano già partite.
La fuga verso nord tra i passeggeri di un Regionale
Si trovava su un Regionale diretto a nord l’uomo a cui le forze dell’ordine stanno dando la caccia da ormai ventiquattro ore. Marin, un senza fissa dimora che ha sparso precedenti penali tra varie stazioni del nord Italia, è l’uomo su cui si concentrano gli indizi raccolti finora dalla squadra mobile e dalla polizia ferroviaria di Bologna, coordinati dal pubblico ministero Michele Martorelli: è lui a comparire nei filmati delle telecamere di videosorveglianza dello scalo bolognese, inquadrato mentre segue la vittima e, pochi minuti dopo l’omicidio avvenuto intorno alle 18:30, allontanarsi dal piazzale Ovest a due passi dal parcheggio dove Ambrosi è stato trovato senza vita da un collega.
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L’intervento dei carabinieri a Fiorenzuola e il rilascio
Marin era poi mimetizzato tra i normali passeggeri del convoglio che stava risalendo la linea Ancona-Piacenza. E che intorno alle 20 viene fatto fermare a Fiorenzuola per far scendere il 36enne croato a causa del comportamento molesto che stava avendo a bordo, e che lo aveva portato a litigare anche con il personale di viaggio. Soggetto fragile, affetto da problemi psichiatrici e alcolismo, come appreso da BolognaToday, Marin aveva come centro Bologna ma si spostava spesso in tutta l’Emilia Romagna fino in Lombardia.
L’agguato fallito a Piacenza: il ricercato era già in Lombardia
Rilasciato incolpevolmente dai carabinieri, l’uomo ha poi proseguito la sua fuga arrivando fino a Milano, dove le telecamere di sicurezza della stazione centrale lo hanno filmato nuovamente intorno a mezzanotte. Negli stessi minuti, le forze dell’ordine si stavano dirigendo però verso binari dello scalo di Piacenza dopo aver ricevuto la segnalazione tardiva che il 36enne si trovava ancora su un treno che viaggiava in Emilia. Un agguato finito in nulla.
È nel capoluogo lombardo che nelle ultime ore si sta intensificando la ricerca. Il dolore dei familiari e degli amici di Andrea, invece, rimane tutto alla comunità Anzola, dove il 34enne era cresciuto e conosciuto.
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