Società

Competenze non cognitive e trasversali saranno insegnate a scuola, al via la sperimentazione. In via di pubblicazione il Decreto. Come saranno scelte le scuole. Le anticipazioni

È stato trasmesso al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione il decreto ministeriale che darà il via alla sperimentazione nazionale dedicata allo sviluppo e alla valutazione delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici. Il testo, ancora suscettibile di modifiche, rientra nell’attuazione della Legge 22 del 19 febbraio 2025 e, una volta acquisito il parere del CSPI, sarà firmato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito.

L’avviso pubblico per la selezione dei progetti dovrebbe essere pubblicato entro la metà di gennaio, con firma della direttrice Carmela Palumbo. Le scuole interessate avranno quindi accesso alle linee guida per la candidatura.

Un progetto triennale, tra inclusione e prevenzione della dispersione

La sperimentazione si estenderà su tre anni scolastici – dal 2025/26 al 2027/28 – e coinvolgerà scuole dell’infanzia, del primo e del secondo ciclo, statali e paritarie, nonché i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti. La partecipazione sarà possibile anche in rete, con l’eventuale coinvolgimento di università, enti di formazione, fondazioni ed esperti con comprovata esperienza nel campo.

Al centro della sperimentazione ci sono:

  • lo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali ritenute più funzionali al successo formativo;
  • la loro accessibilità per tutti gli studenti, compresi quelli con disabilità e bisogni educativi speciali;
  • la definizione di buone pratiche didattiche e strumenti per rilevazione e valutazione delle competenze;
  • la riduzione della dispersione scolastica e della povertà educativa attraverso didattiche innovative e percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.

Come funzionerà la selezione

Le istituzioni scolastiche potranno presentare proposte progettuali attraverso un Avviso nazionale. Le domande dovranno contenere:

  • la descrizione degli obiettivi, delle attività e dei risultati attesi;
  • le modalità di scelta dei destinatari;
  • l’esplicitazione delle competenze oggetto di lavoro;
  • le metodologie attive adottate;
  • l’integrazione nel curricolo e nella progettazione formativa della scuola;
  • le modalità di monitoraggio e valutazione dell’impatto sul successo formativo.

Saranno considerati anche il contesto socio-demografico della scuola, i dati INVALSI e le eventuali esperienze pregresse sul tema.

Una commissione tecnica, nominata dal Direttore generale per gli ordinamenti scolastici, valuterà i progetti con un punteggio massimo di 100 punti. La soglia per essere ammessi alla sperimentazione è fissata a 50/100.

Prospettive e strumenti

Le scuole potranno avvalersi dell’organico dell’autonomia per lo svolgimento delle attività. Il decreto specifica che non sono previsti nuovi oneri a carico della finanza pubblica.

Per l’intera durata del triennio è prevista la costituzione di un Comitato tecnico-scientifico che seguirà il monitoraggio e la valutazione complessiva. Alla fine della sperimentazione, se valutata positivamente, potranno essere adottate linee guida nazionali per l’introduzione strutturale delle competenze non cognitive e trasversali nella didattica.


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