Le ultime cime bianche: la battaglia di Marcela Fernandez per salvare i ghiacciai (potete partecipare anche voi)
All’inizio del 900, in Colombia, erano 14. Ora ne restano sei. Sono i ghiacciai tropicali, masse glaciali incastonate tra le vette ad altitudini superiori a 4.500-5mila metri all’interno della fascia tropicale. Qui, anche se parliamo di Paesi che nel nostro immaginario sono comunemente associati al caldo, a foreste umide o al mare, le temperature sono sufficientemente basse da far mutare la pioggia in neve. O almeno era così fino al secolo scorso. Oggi le cime bianche di queste montagne stanno sparendo a ritmi incredibili.
«L’ultimo dei ghiacciai tropicali colombiani, quello di Conejeras, è scomparso poco più di due anni fa», racconta Marcela Fernandez, attivista per il clima nata in Colombia, «Un giorno, sfogliando un giornale ho letto casualmente che anche nel mio Paese esistevano questi ambienti ad altitudini elevate, ma nessuno lo sapeva, io compresa. Non ero mai salita su un ghiacciaio, poi mi ci hanno portata per il mio compleanno, nel 2019: era quello di Santa Isabel, che dalla Cordillera centrale colombiana è scomparso nel 2023. Per me è stato come una rivelazione».
Da quel momento Marcela ha immaginato un progetto capace di tracciare una nuova via di comunicazione su questo tema scientifico, che accompagnasse i dati dei ricercatori con «la passione che si prova nel camminare su un ghiacciaio»: è l’atto di nascita dell’Ong «Cime Bianche» («Cumbres Blancas» in colombiano), un team multidisciplinare di fotografi e accademici, documentaristi, glaciologi e biologi che lavorano insieme per preservare, raccontare e ripristinare gli ecosistemi di alta montagna e che, dopo soli due anni di lavoro, l’11 dicembre scorso, in occasione della Giornata Internazionale della Montagna, sono stati premiati dalla Fao con il Mountain Future Award 2025 nella categoria «Adaptation».
Nel 2023, mentre il «suo» ghiacciaio del cuore moriva, Fernandez veniva riconosciuta dalla Bbc come una delle cento donne più influenti per il suo lavoro come attivista ambientale. Da allora ha lavorato per creare una unica «Glacier Nation», un collettivo globale di persone impegnate per preservare le masse glaciali che danno da bere al mondo. Quelli tropicali hanno aperto la strada, ma l’atlante dei ghiacciai in rete che la Ong sta costruendo tocca tutte le vette innevate, dal Nord America all’Europa.
E nel 2025 è approdata anche in Italia, dove oggi ci sono circa venti membri attivi di Cumbres Blancas che lavorano e immaginano progetti artistici di divulgazione, e poi in Francia e Spagna, e sta ponendo le basi in Islanda, Norvegia, Germania e Svizzera. «Ovunque ci sia un ghiacciaio si può trovare il modo giusto, per ogni cultura, di celebrarlo», racconta Marcela Fernandez, «Ognuno può fare la sua parte secondo il modo che gli è più vicino, sapendo però che c’è un gruppo più ampio, internazionale, che lo ascolta. Così vogliamo unire la saggezza ancestrale e nativa alla scienza e alla tecnologia, usando il linguaggio comune dell’arte».
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