Lazio

L’ultimo abbraccio a don Pietro Todini nella sua parrocchia

Dopo aver partecipato il 2 gennaio 2026 al funerale dell’amico ex consigliere ed assessore municipale Leonardo Galli, persona di specchiata onestà, venerdì 3 gennaio mattina ho partecipato al funerale di don Pietro Todini, primo storico parroco di San Tommaso D’Aquino.

La chiesa era stracolma: un riconoscimento tangibile dell’attività indefessa di don Pietro, morto, novantaduenne, il 30 dicembre 2025.

E per me è stato un incontro (ogni anno qualcuno in meno) con amici seri, perché soprattutto io e quelli della mia età, consapevolmente sappiamo che “nuje simme serie, appartenimmo ‘a morte“, come giustamente ci ricorda Totò, in una sua celebre poesia.

I funerali sono stati presieduti dal Cardinale Vicario di Roma, mons. Baldassarre Reina, con la partecipazione del suo collaboratore di un tempo e ora vescovo mons. Filippo Ciampanelli, e numerosi sacerdoti amici, compagni di seminario e suoi viceparroci, e naturalmente dall’attuale parroco don Domenico Vitulli, ben noto ai nostri lettori e che a don Pietro ha dedicato un bell’articolo.

Il cardinale Baldassarre Reina, dopo aver precisato di essere presente in rappresentanza di Papa Leone XIV, ha detto di aver conosciuto recentemente don Pietro al Divino Amore, di aver letto attentamente la documentazione fornitagli dal don Domenico. Da questa ha appreso le tappe dell’attività svolta da don Pietro “senza risparmio, senza clamore, umile, essenziale” e che ha dato un’impronta indelebile prima e dopo l’edificazione della parrocchia, in un primo tempo ospitata in un locale commerciale sotto i portici di via Lepetit e poi nella chiesa attuale di via Davide Campari e che in passato ha ricevuto la visita dei papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

Nel suo colorito discorso, mons. Filippo Ciampanelli, ha ricordato episodi divertenti di vita quotidiana, quando, inesperto, fu accolto benevolmente da don Pietro che gli disse: “pranziamo e parliamo”. L’allora don Filippo, destinato anche alla cucina, per fare in fretta un giorno spezzò gli spaghettini, ricevendo un primo insegnamento da don Pietro: “nella vita non bisogna mai cercare scorciatoie”; in un’altra occasione gettò zucchero anziché sale nella bollitura, ricevendone, dopo aver mangiato una pasta dolciastra, solo un altro garbato insegnamento: “bisogna essere sempre fedeli alle buone tradizioni”.

La cerimonia si è conclusa in un clima di celebrazione festosa e questo era stato l’invito iniziale di don Domenico Vitulli, ripreso dal card. Reina che aveva concluso il suo intervento immaginando “l’accoglienza gioiosa del suo parroco” da parte di San Tommaso d’Aquino e dalla corte celeste e dal richiamo di mons. Ciampanelli al vero e meritato “banchetto del Signore” destinato a don Pietro.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.

Scrivi un commento


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »