salvata dai colleghi a Castelfidardo con il defibrillatore
CASTELFIDARDO – Ore 7.40 del 30 dicembre. Qualche frase scambiata con uno dei titolari, in fabbrica, all’inizio della giornata di lavoro. Poi accade qualcosa di inaspettato. La dipendente, 55 anni, residente alle Crocette, sbarra gli occhi e si accascia a terra, priva di sensi. A chi assiste è subito chiaro cosa sta succedendo: è in arresto cardiaco non respira, non c’è tempo da perdere.
La macchina
In pochi istanti si mette in moto la macchina dei soccorsi all’interno della Giss Manufactures in via Pigini, una delle società del gruppo di cui è capofila la Stampaggi Castelfidardo.
Sandro Pesaresi, alla guida dell’azienda, è il primo a intervenire. Si inginocchia accanto alla donna e avvia immediatamente il massaggio cardiaco, alternandosi con altri dipendenti, mentre vengono allertati i soccorsi. Poi corre a prendere il defibrillatore. Il dispositivo viene collegato, gli elettrodi posizionati ed eseguita la prima scarica. Nella zona industriale giungono in sequenza la Croce Verde, l’automedica di Loreto, l’eliambulanza Icaro. Dopo la stabilizzazione sul posto, la donna viene trasferita all’ospedale regionale di Torrette per un intervento chirurgico d’urgenza. Le ore successive scorrono in un’attesa carica di apprensione. La svolta arriva la sera del primo gennaio e rimbalza subito nelle chat dei colleghi: la 55enne si è svegliata, parla ed è fuori pericolo. Non solo è salva, ma non ha riportato danni neurologici.
«Agire entro dieci minuti è fondamentale per aumentare le possibilità di salvare il paziente ed evitare esiti irreversibili – spiega Francesco Cognini, vicepresidente e responsabile della formazione della Croce Verde –. È quanto è avvenuto in questa fabbrica, dove le manovre di soccorso sono state immediate e, pur in assenza di un obbligo di legge, si è investito nel Dae e nell’addestramento al suo utilizzo. Ai corsi dico sempre che, per quanto possa essere tempestiva nel raggiungere il luogo dell’emergenza, l’ambulanza arriva sempre tardi rispetto ai tempi dell’arresto cardiaco. La vera differenza la fa chi è già sul campo e sa come comportarsi».
Grazie a una raccolta fondi, la Croce Verde ha acquistato 12 defibrillatori, installati uno per ogni quartiere in luoghi pubblici, e organizza periodicamente corsi gratuiti rivolti alla cittadinanza. Il prossimo incontro è previsto in primavera.
«Il Dae è un dispositivo semplice e sicuro, utilizzabile da chiunque – sottolinea Cognini –. È progettato per guidare l’utente con istruzioni chiare e, una volta al telefono con il 112, si viene assistiti a distanza da un infermiere, passo dopo passo».
Importante, conclude, è anche che i defibrillatori siano registrati a livello regionale e che sul proprio telefono vengano installate le applicazioni 112 Where Are U e Dae Marche. La prima agevola e velocizza il contatto con il numero unico di emergenza, grazie alla memorizzazione dei dati e alla geolocalizzazione; la seconda attiva un sistema di allerta che segnala la presenza del defibrillatore registrato più vicino e permette di dare la propria disponibilità al primo soccorso in caso di emergenza.




