proteste (4mila firme) ascoltate, non si farà nel cimitero di Tavernelle. Ecco l’alternativa
ANCONA – Pietra tombale sul progetto del crematorio di Tavernelle. Il sindaco Silvetti ha deciso di fare un passo indietro epocale sul progetto dell’impianto di cremazione delle salme che sarebbe dovuto sorgere al centro del cimitero più grande di Ancona. E che non si farà più, almeno non nella location originaria. A mancare, ormai, è soltanto l’ufficialità. Dopo mesi di tira e molla, anche interni alla stessa Giunta, è infatti prevalsa la linea dell’ascolto totale di cittadini e comitati ambientalisti, che si erano da subito opposti al progetto paventando rischi per la salute e per la natura dovuti alle emissioni dell’impianto.
I precedenti
Un dissenso organizzato che aveva portato nel giro di qualche mese alla raccolta di oltre 4mila firme contro il forno, a proteste plateali come le decine di lenzuoli bianchi esposti su balconi e finestre di Tavernelle e perfino a minacce di morte rivolte al sindaco e all’assessore Stefano Tombolini (Lavori pubblici), tra i più forti sostenitori della nuova infrastruttura. La protesta era poi sfociata nella richiesta di un referendum sul progetto, sulla cui legittimità si sarebbe dovuta esprimere un’apposita Commissione consiliare il prossimo 7 gennaio: la riunione del 30 dicembre era saltata a causa di un malanno di Carlo Pesaresi, il componente dell’opposizione. E nonostante fosse ormai chiaro come il parere sarebbe stato negativo, Silvetti ha comunque deciso di evitare il colpo di mano, ritenendo sufficienti a fermare l’iter le manifestazioni di dissenso finora già esplicitate. Questo nonostante il crematorio avesse già ricevuto tutte le autorizzazioni del caso, sia dal punto di vista ambientale che sanitario, al punto che erano state anche aggiudicate le gare d’appalto da 2,5 milioni di euro per l’impianto e il corpo edilizio. Di più: a fine 2024, l’intero Consiglio comunale (eccezion fatta per Francesco Rubini, Altra idea di città) si era espresso favorevolmente all’opera. Tutto, insomma, sembrava andare verso la direzione della realizzazione del forno. Fino all’ultima svolta, con il sindaco che con senso di responsabilità e disponibilità di ascolto dei cittadini, decide di bloccare uno dei progetti più contestati. Sarebbe stato anche sciolto il nodo delle sanzioni previste per l’annullamento di un appalto già concluso.
Il futuro
Ma il crematorio, in qualche modo, si farà. Contestualmente allo stop, infatti, il sindaco annuncerà l’iter che in un anno individuerà l’area alternativa per la costruzione dell’impianto. Che, come da Prg, dovrà comunque essere un cimitero, uno degli altri 12 (frazionali) della città. Poi nuovo progetto, nuova gara. I tempi si allungheranno notevolmente, e lo stesso Silvetti ha ribadito più volte come la città abbia bisogno delle entrate e dei servizi offerti da un crematorio. Ma non necessariamente a Tavernelle, se la città non vuole. E la voce della gente, in questo caso, conta più di ogni altra cosa.




