Aria più pulita in Friuli Venezia Giulia: il 2025 promosso, ma l’ozono resta sotto osservazione
02.01.2026 – 17.30 – Qualità dell’aria, prime valutazioni sul 2025 in Friuli Venezia Giulia: anno giudicato complessivamente buono, con limiti normativi rispettati per la maggior parte degli inquinanti. È quanto emerge dalle prime analisi sul monitoraggio della qualità dell’aria condotto nel corso dell’anno appena concluso. Secondo i dati preliminari, le variazioni interannuali osservate rientrano nella normale variabilità meteorologica. In particolare, nel 2025 si registra un netto miglioramento delle polveri sottili, favorito da condizioni atmosferiche più propizie alla dispersione degli inquinanti rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda l’ozono, inquinante tipico del periodo estivo e strettamente legato all’intensità dell’insolazione, nel 2025 si conferma, in linea con gli ultimi anni, il superamento del valore obiettivo previsto dal D.Lgs. 155/2010 nelle stazioni di pianura, fissato a 25 superamenti annui della soglia di 120 µg/m³ calcolata come media massima giornaliera su 8 ore. I monitoraggi mostrano tuttavia, in diversi casi, una riduzione dei superamenti rispetto al 2024, a fronte di un aumento degli sforamenti della soglia di informazione, pari a 180 µg/m³ come media oraria.
Situazione positiva per le polveri sottili. Nel 2025 non sono stati registrati superamenti dei limiti di legge, né per la media annuale di PM10 (40 µg/m³) e PM2,5 (25 µg/m³), né per il numero massimo di superamenti giornalieri del PM10, fissato a 35 episodi annui. La distribuzione territoriale conferma comunque una maggiore incidenza nelle aree prossime al confine con il Veneto, rispetto alla zona orientale, alle aree montane e alla fascia costiera. Per il benzo(a)pirene, i valori rilevati risultano sostanzialmente stabili e in linea con quelli dell’ultimo quadriennio, periodo in cui sono emersi i primi superamenti del valore obiettivo. Una situazione che conferma la necessità di proseguire il monitoraggio, in particolare nelle zone di confine con il Veneto e nelle vallate alpine caratterizzate da scarsa ventilazione e da un ampio utilizzo del riscaldamento a biomassa legnosa.
La valutazione è stata effettuata da Arpa FVG nell’ambito del proprio mandato istituzionale, integrando i dati delle stazioni fisse di monitoraggio con quelli della modellistica numerica. Le misurazioni sono state condotte con strumentazione certificata e secondo procedure condivise nel Sistema nazionale di protezione ambientale, mentre la modellizzazione ha utilizzato sistemi fotochimici completi con procedure di qualità certificata, garantendo la confrontabilità dei dati a livello nazionale ed europeo.
[f.v.]




